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  • Venerdì 24 Aprile 2026

Garlasco, colpo di scena verso la revisione: "Stasi non era sulla scena del crimine"

Vertice tra le procure di Milano e Pavia sulla nuova inchiesta: emersi elementi in contrasto con la condanna definitiva. Intanto spunta un esposto con audio su presunte interferenze nelle indagini.

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Il caso Garlasco si riapre clamorosamente a diciannove anni dall'omicidio di Chiara Poggi. Nelle prossime settimane è attesa la chiusura della nuova inchiesta della Procura di Pavia, che vede indagato Andrea Sempio, ma la vera notizia riguarda la posizione di Alberto Stasi.

Secondo le ricostruzioni dei magistrati e dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, non sarebbero emersi elementi capaci di collocare Stasi sulla scena del delitto.

Al contrario, come riportato dal Corriere della Sera, sarebbero stati individuati diversi indizi in netto contrasto con le sentenze che hanno portato alla sua condanna definitiva a 16 anni.

Proprio oggi, venerdì 24 aprile, si è tenuto un incontro istituzionale tra la procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, l'avvocato generale Lucilla Tontodonati e il procuratore di Pavia, Fabio Napoleone. Al centro del colloquio, la valutazione dei nuovi atti prodotti.

"Nelle prossime settimane arriverà una informazione dalla procura di Pavia su quanto è stato fatto", ha confermato la Pg Nanni, aggiungendo che i documenti verranno studiati per "valutare se chiedere ulteriori atti per presentare una eventuale richiesta di revisione a Brescia".

Si profila dunque una mossa senza precedenti: potrebbe essere la stessa magistratura a sollecitare la revisione del processo Stasi.

A complicare il quadro investigativo si aggiunge un misterioso esposto depositato il 23 aprile dallo studio legale Gasperini Fabrizi di Roma presso la Procura Generale di Milano. Il documento contiene file audio che, secondo i legali, riguardano "condotte suscettibili di assumere rilievo nell'ambito della nuova indagine".

Si tratterebbe dei materiali citati in tv dalla criminologa Roberta Bruzzone, relativi a presunti tentativi di inquinamento o interferenze volti a indirizzare l'inchiesta su più persone, tra cui lo stesso Sempio.

I legali hanno precisato che "il contenuto degli audio e dell'esposto non potrà essere oggetto di divulgazione mediatica" per tutelare il segreto investigativo.

La Procura Generale di Milano, che ha poteri di vigilanza e avocazione, dovrà ora esaminare questi file per capire se trasmettere gli atti alla procura ordinaria competente o se procedere con accertamenti interni.

Mentre Garlasco attende la verità definitiva, l'ipotesi che Alberto Stasi possa essere stato condannato ingiustamente si fa ogni ora più concreta.

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