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- Pavia - Mercoledì 14 Ottobre 2026
Garlasco, la difesa di Sempio in Tribunale a Pavia: "Dai nostri accertamenti possibili vantaggi anche per Stasi"
L'avvocata Angela Taccia deposita le consulenze tecniche sulla misura di scarpa e chiarisce le intercettazioni del 38enne: "L'impronta lasciata dal killer è incompatibile con il suo piede, Sempio non è l'assassino".
Nuovi sviluppi giudiziari nell'ambito dell'inchiesta sul delitto di Garlasco, che ha visto la condanna definitiva di Alberto Stasi per l'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007.
L'avvocata Angela Taccia, legale del 38enne vigevanese Andrea Sempio insieme al collega Liborio Cataliotti, si è recata al Tribunale di Pavia per l'ascolto delle intercettazioni telefoniche ed ambientali, e ha fatto il punto con i giornalisti sulle ultime risultanze difensive e sulla posizione del proprio assistito.
In merito alla presunta frase "se parlo io viene giù tutto" emersa da un'intercettazione, la penalista ha contestualizzato la condotta di Sempio: "Andrea Sempio ha sempre sostenuto che, dopo aver ascoltato diversi podcast, ha detto 'Speriamo davvero che non ci sia qualcosa che noi non sappiamo'. Sul 'Se parlo io viene giù tutto', mi ha spiegato che per lui era strano che lo chiamasse un ufficiale della polizia giudiziaria per parlare del caso, ma non in caserma", aggiungendo che "proprio perché gli era sembrato strano, ha chiamato l'avvocato Soldani, ha fatto quello che doveva fare: chiamare l'avvocato".
Rispetto alle indiscrezioni su una presunta ipotesi di reato per corruzione, il legale ha precisato di non aver ancora ricevuto riscontri formali dalla Procura: "Non sappiamo effettivamente se Sempio sia iscritto o meno nel registro degli indagati, non ho ancora ricevuto risposta, ma non è obbligatorio rispondere da parte degli inquirenti", sottolineando la necessità di "scindere il 'gossip' da quello che conta realmente. Finora, dal materiale che noi abbiamo recuperato, è palese che i Sempio non c’entrino assolutamente niente con la corruzione. Ci sono intercettazioni ambientali dalle quali effettivamente si vede la loro genuinità e trasparenza: si sente chiaramente che loro sono addirittura preoccupati perché dicono: 'I soldi li abbiamo dati agli avvocati, speriamo che non sia successo nulla che noi non sappiamo'".
Sulla linea strategica, la difesa del 38enne ha aperto a possibili risvolti a beneficio di tutte le parti in causa: "I nostri nuovi accertamenti forse possono andare anche a vantaggio di Stasi. Non è che noi ci mettiamo nella posizione per la quale il nostro lo salviamo e incolpiamo un altro. Se le cose accertate sono granitiche e scientifiche, non ci importa se poi va a favore o a sfavore" di Stasi, evidenziando come persista "un ottimo rapporto anche con i difensori di Stasi, c’è sempre stato un immenso rispetto e se si litiga lo si fa professionalmente".
Sul fronte degli esami tecnici e dell'eventuale richiesta di incidente probatorio, Taccia ha spiegato che la decisione non è stata ancora formalizzata: "Sull’impronta 33 non c’è materiale ematico e finora la Procura sostiene che non si può né confermare né escludere e non danno per certo che l’impronta 33 contenga sangue. Finché non mi dimostrano loro che quell’impronta è collegata eziologicamente all’omicidio direi che l’incidente probatorio non lo chiederei".
Elemento centrale del lavoro della difesa resta la perizia sulla calzatura dell'esecutore materiale dell'omicidio: "Tra le consulenze la più importante è davvero quella tecnica sulla scarpa. Il piede di Andrea Sempio è incompatibile con l'unica certezza dell'assassino che è l'impronta lasciata in casa. Sempio non è l'assassino. Ed è ciò che va accertato prima di tutto. Noi abbiamo una tesi diversa rispetto agli inquirenti e, come anticipato da Cataliotti, ci siamo proprio procurati delle scarpe Frau dal 40 al 43. Le metteremo a disposizione degli inquirenti, quando vorranno potranno prenderle", ha concluso l'avvocata Taccia.
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