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  • Roma - Giovedì 2 Luglio 2026

Gaza, Save The Children: "Almeno 21 mila minori uccisi in 1.000 giorni di guerra"

L'organizzazione lancia un drammatico allarme sulla Striscia: l'80% dei bambini è sfollato, 245mila rischiano la malnutrizione e le scuole sono ferme da tre anni.

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Il bilancio della presenza dei più piccoli nella Striscia di Gaza ha raggiunto livelli drammatici: dopo 1.000 giorni di conflitto, almeno 21.000 minori sono stati uccisi nei territori palestinesi, una stima ufficiale che secondo Save the Children rappresenta solo una parte della realtà, dato l'ignoto numero di corpi che restano tuttora sepolti sotto le macerie delle aree bombardate.

I dati diffusi dall'organizzazione internazionale tracciano i contorni di un'emergenza umanitaria senza precedenti per l'infanzia. In base alle rilevazioni del Site Management Cluster, oltre 800.000 tra bambini e adolescenti — equivalenti a circa l'80% della popolazione minorile di Gaza — hanno dovuto abbandonare le proprie case, mentre si contano almeno 7.000 minori non accompagnati o rimasti separati dai propri nuclei familiari.

La crisi morde anche sul fronte sanitario ed educativo: circa 245.000 bambini sono attualmente colpiti o ad altissimo rischio di malnutrizione acuta, mentre l'intera popolazione in età scolare, stimata in 625.000 studenti, ha già perso tre anni di istruzione formale. Dall'ong arriva una dura condanna alla passività della diplomazia internazionale.

“Ogni giorno, negli ultimi 1.000 giorni, il mondo ha voltato le spalle a un milione di bambini a Gaza, non intervenendo per fermare le uccisioni e le mutilazioni”, ha dichiarato Ahmad Ahendawi, direttore regionale di Save the Children per il Medio Oriente, il Nord Africa e l'Europa dell'Est. “Mentre i loro corpi giovani e fragili venivano fatti a pezzi da bombe e missili, il mondo vendeva quelle stesse armi al governo israeliano.

Mentre i bambini morivano di fame e malattie e il governo israeliano non adempiva ai propri obblighi legali di garantire l'accesso umanitario - compreso l'ingresso a Gaza di cibo nutriente a sufficienza - il mondo manteneva in vigore gli accordi commerciali con il Governo di Israele”.

La nota dell'associazione evidenzia come le ostilità non si siano mai arrestate del tutto: dalla parziale dichiarazione di "cessate il fuoco" dello scorso ottobre, altri 275 minori hanno perso la vita a causa delle operazioni delle forze israeliane. Una pressione psicologica insostenibile, tanto che i dati del fondo Onu Unfpa indicano che il 96% dei bambini di Gaza percepisce la propria morte come un evento imminente.

A livello strutturale, i bombardamenti hanno danneggiato oltre 370.000 abitazioni (quasi il 77% del patrimonio immobiliare totale), costringendo la popolazione palestinese a stiparsi in zone di sicurezza che coprono meno del 40% dell'intera superficie della Striscia.

Di fronte a questo scenario, Save the Children rinnova l'appello globale affinché si giunga a un cessate il fuoco immediato e definitivo, i governi stranieri blocchino l'invio di armamenti a Israele e sia garantita l'attribuzione delle piene responsabilità legali per i crimini commessi contro i minori. 

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