E' morto oggi, all'età di 86 anni, Annibale Paloscia, decano del giornalismo italiano, tra i più importanti cronisti degli Anni di Piombo, studioso dei problemi legati alla sicurezza e all'intelligence e autore di numerosi libri di storia, una delle proprie passioni. A rendere noto il decesso è stata anche la Federazione Nazionale Stampa Italiana, sul suo sito web.
Nato a Bari il 4 giugno del 1935, Palioscia viveva a Roma. Fu protagonista del giornalismo italiano, da lui vissuto sempre in prima linea. Svolse una lunga carriera all'interno dell'Ansa, dove fu capo redattore dei settori della Cronaca e della Cultura.
Tra i tanti servizi da lui svolti si ricordano il ritrovamento del corpo di Aldo Moro in Via Caetani a Roma, il 9 maggio del 1978 e la tragedia di Vermicino (Rm) del 1981.
Raccontò anche le proteste sindacali e studentesche degli anni Settanta, le Brigate Rosse, la strategia della tensione, i misteri italiani, i servizi segreti deviati, in numerosissimi articoli, scritti spesso insieme ad un'altra grande cronista prematuramente scomparsa, Candida Curzi.
Inviato in Romania nel 1990, raccontò la caduta di Nicolae Ceausescu. Palioscia fu anche membro del Comitato di Redazione dell'Ansa e del Sindacato dei Giornalisti.
Scrisse anche saggi importanti sulla storia dell'ordine pubblico in Italia, in cui raccontò storie sconosciute.
Collaborò anche con il quotidiano Liberazione e con la rivista Polizia Moderna e, dal 1996 al 2000, fu vicedirettore del settimanale "Avvenimenti".
Lascia la moglie Marina e le figlie, Marta e Francesca, che hanno reso noto che le esequie funebri saranno celebrate lunedì 15 novembre, alle 10:30, nella Basilica di San Pancrazio.
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