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Venerdì 30 gennaio, si celebra in Calabria, a Pizzo, il Premio Giornalistico “Franco Russo” e sarà assegnato al giornalista vibonese Peppe Sarlo fondatore e storico direttore responsabile di “Pronto? Qui Calabria”.
Venerdì 30 gennaio, si celebra in Calabria, a Pizzo, il Premio Giornalistico “Franco Russo” e sarà assegnato al giornalista vibonese Peppe Sarlo fondatore e storico direttore responsabile di “Pronto? Qui Calabria”.
Sono ormai 13 anni per il “Premio Giornalistico Franco Russo”, che è un premio tutto vibonese, nato a Pizzo per iniziativa di Matteo Betrò e nel ricordo di un bravissimo cronista degli anni passati come lo è stato Franco Russo.
Questo è un Premio che ogni anno viene assegnato ad un protagonista della stampa calabrese “che con il suo lavoro e il suo impegno professionale ha contributo alla crescita del territorio vibonese”, e francamente il Premio di quest’ anno va ad un vero “principe” della comunicazione e dell’informazione vibonese quale è Peppe Sarlo.
Prima di lui il Premio era già andato ai giornalisti Emanuele Giacoia (Premio alla Memoria), Francesco Repice, Maurizio Bonanno, Alessio Bompasso, Cristina lannuzzi, Maurizio Insardà, Mimmo Famularo, Santino Galeano, Antonio Lopez, Giuseppe Raffaele, Karen Sarlo e Roberto Saverino.
Dire Peppe Sarlo è come dire Vibo e la sua storia, Vibo e la sua provincia, Vibo e tutto quello che ne consegue, ma soprattutto Vibo nella storia della stampa periodica italiana, Vibo nella storia del giornalismo calabrese e nazionale, Vibo come parte integrante e costola ideale della grande famiglia dei giornalisti calabresi, nessuno escluso.
Vibo e Peppe Sarlo sono una sorta di simbiosi naturale, nel senso che non esiste evento o avvenimento o fatto di cronaca importante capitato o celebrato qui a Vibo che non abbia avuto Peppe Sarlo come testimone o protagonista diretto di primo piano.
Peppe Sarlo e Vibo, parliamo della nascita del Sindacato dei giornalisti calabresi, del primo grande Congresso Nazionale della FNSI qui al 501, Sergio Borsi allora Presidente, parliamo della famosa rentrée dei Grandi Inviati Speciali calabresi, parliamo dei grandi dibattiti nazionali sul futuro dei Giornali Italiani con Raffaele Nicolò, Nuccio Fava, Piero Vigorelli, e l’indimenticabile Peppe Morello storico Presidente Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti italiani per varie legislature.
Ma parliamo anche di “Vibo Giardino sul mare”, delle prime famosissime Giornate Mediche di Lino Businco, parliamo delle prime trasmissioni radiofoniche della “radio pirata” di Totò Preta, e poi di quelle televisive di Tele2000 con Antonella e Franco Todaro, e poi del primo Cantagiro di Saverio e Peppino Mancini, dei primi grandi raduni politici nazionali, da dove sono passati proprio tutti i più grandi leaders della politica italiana, dei primi documentari televisivi girati proprio a ridosso del 501 al seguito di “Cantasud”, delle prime grandi feste celebrate nelle Buche di questo albergo mito e palcoscenico indimenticabile di tantissime stagioni culturali. Ma parliamo anche della nascita del primo circolo della stampa del vibonese tenuta a battesimo sempre al 501, e dei grandi eventi cinematografici che si tenevano al cinema Valentini e Morelli, e delle prime pièce teatrali che hanno visto passare da Vibo i più grandi attori italiani.
Peppe Sarlo e Vibo, parliamo dei primi Premi della Testimonianza, che mons. Brindisi organizzava a San Leoluca, indimenticabile quello a Helder Camara il vescovo delle favelas brasiliane, o dei primi incontri che le prime comunità antidroga celebravano nelle tante scuole della città. Ma parliamo anche delle proteste di piazza e delle lotte intestine legate alla nascita di Vibo provincia, maturate davanti alla porta dello studio di Toni Murmura e di Mimmo Carratelli che di quella rivolta erano i veri ispiratori morali e politici.
Credetemi, non c’è avvenimento pubblico o fatto di cronaca che Peppe Sarlo non abbia seguito in presa diretta e in prima persona.
Per lui quest’anno sono 55 anni di giornalismo vero, vissuti sul campo, con fatica e con sudore, con sacrificio e a volte con eccessiva nonchalance, sempre in prima fila, con un garbo istituzionale che lo ha reso protagonista della vita sociale culturale e politica della città in maniera assoluta, e che qualche volta forse ha anche rischiato di renderlo eccessivamente ingombrante ed eccessivamente presente, ma questa era una volta la vita dei grandi cronisti. E quando, lui già alla Gazzetta del Sud, lo chiamano per diventare il portavoce della Sanità Pubblica vibonese, ricordo che si tuffò in questo ruolo con una abnegazione e un senso di servizio senza pari.
Sembrava impossibile poter litigare con lui, eppure io e lui ci siamo riusciti e anche bene, e anche di brutto, e questo la dice lunga sulla libertà intellettuale di ognuno di noi nelle proprie scelte e nei propri ruoli istituzionali.
Ho vissuto con lui i mei anni più belli della professione, ho scritto per i suoi giornali più di quanto non abbia scritto per il mio diario personale, ho difeso le sue tesi come fossero le mie sempre e dovunque, e ho imparato da lui -sono passati 40 anni da allora- molte cose che non facevano parte della mia vita personale. Sono tutte cose queste che ho ripetuto in diretta allo stesso Nicolino Lagamba che da Radio Onda Verde, la sua radio privata, mi chiedeva mesi fa cosa fosse stato Vibo per me. Ecco, Vibo per me era anche soprattutto Peppe Sarlo. Ma lo è ancora oggi come allora.
Ma Vibo per me, oltre che i miei cinque anni al Liceo Michele Morelli del preside Sconda, ha significato anche
E’ per questo che scrivo oggi di lui, perché – caro Matteo- il premio che gi darete venerdì prossimo a Pizzo è un premio più che meritato e che forse arriva in ritardo risetto alla sua storia vera di grande cronista. Ma per i riconoscimenti importanti, lo riconosco, non è mai troppo tardi.
Farà 80 anni a novembre, laureato in Scienze Politiche all’Università degli Studi di Pavia, è iscritto all’Albo dell’Ordine dei Giornalisti, elenco Professionisti, dal 27.06.1970. Sono 55 anni di mestiere e di professione.
Corrispondente Capozona del quotidiano messinese “La Tribuna del Mezzogiorno”, diretto da Nino Amadori, collabora prima con il quotidiano nazionale “Il Tempo” di Roma diretto da Renato Angiolillo e con il settimanale specializzato in Turismo, “L’Autostrada del Sole”, guidato da Mimmo Castellano. Direttore di una delle prime emittenti private radiotelevisive dell’epoca, “Tele Radio 2000”, in quel periodo segue la Nuova Vibonese in serie D come Corrispondente de “Il Corriere dello Sport”. Nell’ottobre del 1972 fonda “Pronto? Qui Calabria”, che diventa il settimanale politico culturale-gioiello dell’intero hinterland vibonese. Diventa poi Corrispondente Capo zona di Gazzetta del Sud con responsabilità su tutto il territorio provinciale soprattutto per la cronaca nera, è la stagione dei primi sequestri di persona anche nel vibonese.
Tanti anche i suoi incarchi sindacali. In seno alla Federazione Nazionale della Stampa, per due trienni consecutivi è stato membro effettivo del Collegio dei probiviri, ma anche componente la giunta esecutiva dell’Uspi (Unione stampa periodica italiana) e più volte Presidente della Commissione Comunicazione del Distretto Rotary. Oggi dedica il suo tempo come Cavaliere del Sovrano Militare Ordine di Malta al mondo della sofferenza, nella sua veste di responsabile per la Comunicazione della Delegazione Granpriorale di Tropea.
La manifestazione di premiazione si terrà a Palazzo della cultura in contemporanea con la tradizionale consegna della storica Coppa Olimpia, arrivata alla sua 65esima edizione, e che è torneo che in passato ha visto scontrarsi squadre di calcio da ogni parte della regione, in un'occasione anche una arrivata dall'America.
Ideatore e fondatore del progetto è Matteo Betrò, che ne è anche il presidente dal 1962, anno cioè in cui nacque il Comitato Olimpia e la prima Coppa del settore “Vincenzo Tucci”. Comunque vada, sarà un successo
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