USPI anche sulla Treccani. Francesco Vetere: “E’ motivo di orgoglio”

Il termine USPI -che sta per Unione Stampa Periodica Italiana- entra da oggi nel vocabolario della Treccani.

di Pino Nano
Lunedì 26 Gennaio 2026
Roma - 26 gen 2026 (Prima Notizia 24)

Il termine USPI -che sta per Unione Stampa Periodica Italiana- entra da oggi nel vocabolario della Treccani.

Se ne parlava da tempo ma la notizia ufficiale è arrivata proprio in queste ore. L’Unione Stampa Periodica Italiana (USPI) entra ufficialmente a far parte a pieno titolo della Enciclopedia Treccani. “Un inserimento questo -commenta con orgoglio il prof. Francesco Saverio Vetere segretario generale dell’USPI e giurista di grande tradizione e carisma- che segna un passaggio significativo per il mondo dell’editoria periodica e ne riconosce il ruolo all’interno del sistema culturale e informativo del Paese”.

Fondata a Roma nel 1953, l’USPI nasce – ricorda lo stesso Francesco Saverio Vetere- come associazione indipendente per rappresentare e assistere gli editori di periodici non quotidiani. Fin dall’inizio si è posta come punto di riferimento soprattutto per le realtà editoriali medio-piccole, svolgendo una funzione di collegamento tra le imprese del settore e le istituzioni pubbliche”.

L’ingresso dell’USPI nella Enciclopedia Treccani restituisce quindi, e in maniera oggi formale e solenne, il profilo di un’associazione che ha accompagnato, e continua ad accompagnare, l’evoluzione dell’editoria periodica italiana nel tempo.

Va anche detto che nel corso degli anni l’attività dell’associazione si è estesa ben oltre la semplice rappresentanza, intervenendo nei processi normativi che riguardano l’editoria periodica, la distribuzione, il lavoro redazionale e le politiche di sostegno pubblico. Accanto a questo, l’USPI ha sviluppato servizi di consulenza tecnica e giuridica, iniziative formative e strumenti di aggiornamento professionale. Insomma, un lavoro di grande rilievo strategico per il mondo della comunicazione.

È lo stesso leader dell’USPI che lo riconosce: “Con l’evoluzione del mercato dei media, soprattutto a partire dalla seconda metà del Novecento, l’associazione ha ampliato il proprio ambito di intervento includendo testate locali, riviste specialistiche e, dagli anni Duemila, anche pubblicazioni digitali e piattaforme online e oggi USPI rappresenta circa 3.000 testate ed è coinvolta in modo attivo nei processi di transizione digitale del settore”.

Particolare attenzione oggi è rivolta dall’USPI ai temi della proprietà intellettuale, del diritto d’autore e alle nuove sfide poste dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ambito editoriale, anche a livello europeo, e questo ne conferma semmai ce ne fosse stato bisogno- la modernità della sua essenza e la gestione assolutamente manageriale che ne ha fatto lo stesso Saverio Vetere.

Avvocato cassazionista e docente universitario Francesco Saverio Vetere ha accompagnato l’USPI in una fase di rilancio e ripensamento, interpretandone il ruolo come quello di una struttura dinamica e vitale del sistema della stampa italiana, capace di confrontarsi con le trasformazioni del settore e con le sfide poste dall’evoluzione dei media.

“Se riguardo all’intreccio tra la storia dell’USPI e la mia vita- racconta lui stesso-, vedo un filo rosso: la passione per un ideale. È la passione che mi ha mosso fin da giovane – quel fuoco interiore che mi impedisce di vivere “freddamente” il mio lavoro – e che ha mosso generazioni di editori e giornalisti periodici in Italia. Senza passione non avrei sopportato le lunghe giornate (non di rado 14 ore filate di lavoro, come nota chi mi conosce), le sconfitte momentanee, le frustrazioni di vedere magari approvate leggi giuste ma poi applicate male. Senza passione l’USPI non sarebbe sopravvissuta a sette decenni di cambiamenti e crisi”.

Sono stati anni e anni di lavoro, di sperimentazioni, di verifiche sul campo, di conoscenza anche maniacale dei territori italiani, e tutto questo poi ha portato al successo di queste ore e al riconoscimento formale da parte della più grande realtà culturale italiana quale è oggi appunto l’Enciclopedia Treccani.

“La nostra forza vera è la passione, sottolinea Francesco Saverio Vetere- e alla passione ho sempre cercato di unire l’integrità e la coerenza con i princìpi. Platone, nel suo idealismo, insegna che il bene e il bello sono intimamente connessi e costituiscono il fine ultimo a cui tendere. Nel mio piccolo, ho sempre pensato che difendere la libertà di stampa, il pluralismo delle voci, la verità dei fatti fosse un modo di tendere al bene comune e di rendere più bella e giusta la società. Ogni volta che un piccolo giornale non chiude grazie a una legge che siamo riusciti a far approvare, ogni volta che un giovane cronista di provincia ottiene un contratto dignitoso grazie a una nostra iniziativa, ogni volta che una comunità locale vede rappresentata la propria voce su una testata invece di essere cancellata dal silenzio – ecco, in ognuna di queste vittorie io intravedo uno scorcio di quel bene superiore”.

-Professore, a chi sente oggi di dover dire grazie?

“Provo immensa gratitudine verso chi mi ha preceduto e verso chi ha combattuto insieme a me – dai fondatori del 1953 fino ai colleghi attuali – perché se abbiamo potuto “cominciare dai princìpi” e mantenerli vivi, è merito di un impegno collettivo. E fiducia nel futuro, nonostante tutto: perché la storia dell’USPI, intrecciata alla storia d’Italia, dimostra che si possono attraversare crisi tremende e uscirne rinnovati, senza tradire la propria essenza. Ho attraversato decenni di cambiamenti, come su un ponte sospeso tra un passato che non torna e un futuro incerto. Ma so che sotto i miei piedi quel ponte poggia su pilastri solidi: i valori di libertà, pluralismo e verità che ci definiscono. Finché non tradiremo questi valori, l’USPI – e io con essa – avrà motivo di esistere e di servire. E questa, in definitiva, è la missione che dà senso a tutta una vita”.

Per USPI e il suo vertice il 2026 sarà un anno memorabile in tutti i sensi.

 


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