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- Roma - Mercoledì 29 Aprile 2026
Giornalisti. Inpgi, il consuntivo 2025 vola: avanzo a 233 milioni, salgono i redditi dei freelance e calano i cococo
Il Consiglio di indirizzo generale dell’Inpgi approva il bilancio consuntivo 2025, che chiude con un risultato positivo di 233,529 milioni di euro, in netta crescita rispetto ai 123,855 milioni del 2024. Nel quadro emergono segnali incoraggianti sui redditi dei giornalisti libero professionisti, mentre continua la flessione dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa.
Il 2025 dell’Inpgi consegna all’istituto dei giornalisti autonomi un bilancio che, almeno sul piano dei numeri, mostra una dinamica decisamente espansiva. Il via libera del Consiglio di indirizzo generale al consuntivo certifica infatti un avanzo di 233,529 milioni di euro, con un balzo di oltre 109 milioni rispetto all’esercizio precedente, segnale di una gestione che ha trovato nelle ricongiunzioni assicurative una leva determinante per rafforzare i conti.
Nel dettaglio, a spingere il risultato è soprattutto la crescita della gestione previdenziale, che registra un avanzo di 234,561 milioni di euro. I ricavi del comparto si attestano a 260,774 milioni, sostenuti in larga misura dai contributi derivanti dalle ricongiunzioni dei periodi assicurativi, che nel 2025 hanno raggiunto quota 186,747 milioni. Un andamento che rende più solida la fotografia complessiva dell’ente, ma che allo stesso tempo invita a leggere con attenzione la composizione reale della platea contributiva.
Sul versante del lavoro autonomo, i dati raccontano una leggera ma significativa crescita. I giornalisti libero professionisti che hanno presentato denuncia reddituale sono stati 20.547, circa 400 in più rispetto all’anno precedente, mentre il reddito medio pro capite ha superato per la prima volta la soglia dei 18mila euro annui, attestandosi a 18.341 euro. Anche la massa retributiva imponibile ai fini del contributo soggettivo sale a 256 milioni, confermando un lieve miglioramento della capacità reddituale dei freelance.
Più debole, invece, il quadro relativo alle collaborazioni coordinate e continuative. Nel 2025 i rapporti di lavoro parasubordinato hanno riguardato 5.265 giornalisti, in calo di circa 200 unità, con un reddito medio pro capite sceso a 10.857 euro. Una flessione che si riflette anche nella contribuzione, pari a 15,328 milioni, e che viene collegata ai mancati rinnovi dei contratti scaduti nella Pubblica amministrazione.
A fronte della crescita dei ricavi, aumentano anche i costi della gestione previdenziale, che raggiungono complessivamente 26,213 milioni di euro, con un incremento di 9,345 milioni rispetto al 2024. A incidere in modo particolare è la spesa pensionistica, tema che continua a pesare nella valutazione prospettica della sostenibilità del sistema, soprattutto in presenza di una base professionale ancora segnata da compensi medi contenuti.
È proprio qui che si concentra il nodo politico e sociale sottolineato dal presidente Roberto Ginex, secondo cui i dati positivi del consuntivo non devono far dimenticare la fragilità di una platea composta in larga parte da autonomi e cococo con redditi ancora troppo bassi. In questa chiave, il tema dell’equo compenso resta centrale: senza un rafforzamento strutturale dei corrispettivi professionali, il rischio è quello di consegnare a molti giornalisti di oggi pensioni inadeguate domani.
Sul fronte patrimoniale, il risultato del 2025 è positivo per 13,189 milioni di euro, in crescita di oltre 2 milioni rispetto all’anno precedente. A questo si aggiunge la riduzione dei costi di struttura, scesi a 10,890 milioni grazie anche al ridimensionamento dei compensi della nuova governance e al contenimento dei costi degli organi collegiali, con un risparmio complessivo pari a 835mila euro.
Il bilancio approvato dal Cig consegna dunque un doppio messaggio. Da una parte certifica un ente capace di chiudere l’esercizio con numeri molto robusti; dall’altra conferma che sotto la superficie dei conti resta aperta la questione più delicata, quella della qualità del lavoro giornalistico autonomo e della sua reale sostenibilità economica nel medio e lungo periodo.
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