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  • Roma - Mercoledì 29 Aprile 2026

Von der Leyen: “L’impatto della guerra in Iran potrebbe farsi sentire per mesi o anni”

Intervento della Presidente della Commissione UE alla plenaria: appello per la stabilità diplomatica e lo sblocco dello Stretto di Hormuz. Focus sull'indipendenza energetica e piano da 300 miliardi per l'elettrificazione.

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A due mesi esatti dall’esplosione del nuovo conflitto in Medio Oriente, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha delineato davanti alla plenaria del Parlamento europeo le sfide geopolitiche ed economiche che attendono il continente.

Nonostante il recente cessate il fuoco, la leader UE ha avvertito che la strada verso la stabilità è ancora lunga e complessa: “Sono trascorsi esattamente due mesi dall’inizio della nuova guerra in Medio Oriente e finalmente stiamo assistendo a una tregua dopo settimane di violenza.

Tutti noi desideriamo che il cessate il fuoco in Iran e in Libano regga, con l’obiettivo finale di ristabilire la pace e la stabilità attraverso mezzi diplomatici. Il nostro obiettivo comune è ora quello di vedere una fine duratura alla guerra. Ciò include il ripristino della piena e permanente libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz senza pedaggi. È altrettanto chiaro che qualsiasi accordo di pace dovrà affrontare il programma nucleare e missilistico balistico iraniano”.

Il monito della presidente si è poi spostato sulle ripercussioni strutturali della crisi, definita come la seconda grande emergenza energetica in meno di un lustro. “C’è anche una dura realtà che tutti dobbiamo affrontare: le conseguenze di questo conflitto potrebbero farsi sentire per mesi o addirittura anni a venire. Per questo motivo l’energia era in cima all’agenda informale del Consiglio di Cooperazione dell’Unione Europea. Questa è la seconda grande crisi energetica nel breve arco di quattro anni.

La lezione dovrebbe essere chiara a tutti: in un mondo turbolento come il nostro, non possiamo assolutamente dipendere eccessivamente dalle importazioni di energia”.

Per uscire da questa vulnerabilità, la Commissione punta su una trasformazione profonda del sistema produttivo e dei consumi, accelerando sulla modernizzazione. “Dobbiamo ridurre la domanda di energia modernizzando l’utilizzo sistemico dell’energia. Nel breve termine, possiamo farlo attraverso una combinazione di efficienza energetica, elettrificazione e una più rapida diffusione delle tecnologie digitali.

Dobbiamo però anche tenere presente che, nel complesso, avremo bisogno di energia in abbondanza, soprattutto a causa della rapida espansione dei data center e dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, l’elettricità rappresenta ancora meno di un quarto del nostro consumo finale di energia. Si tratta di una percentuale molto inferiore a quella degli Stati Uniti o della Cina, e deve cambiare, e cambierà. Un continente come il nostro, con risorse limitate di combustibili fossili, dovrebbe essere all’avanguardia nell’elettrificazione mondiale”. 

In questa prospettiva, von der Leyen ha confermato la volontà di stringere i tempi per l'indipendenza energetica tramite il Piano d'azione per l'elettrificazione previsto entro l'estate. “Per questo motivo lo scorso dicembre abbiamo proposto il Pacchetto Reti. Il suo obiettivo è quello di rendere la nostra infrastruttura energetica adeguata all’era dell’elettrificazione. E sono lieta che la scorsa settimana, a Cipro, il Parlamento europeo e il Consiglio abbiano concordato di accelerare i negoziati. Come prossimo passo, entro l’estate presenteremo il nostro Piano d’azione per l’elettrificazione, con un obiettivo ambizioso. Nell’attuale bilancio europeo abbiamo stanziato quasi 300 miliardi di euro per l’energia, di cui 95 miliardi sono ancora disponibili. Utilizziamoli per realizzare la transizione all’elettricità, non solo nei trasporti, ma anche nell’industria e nel riscaldamento”.

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