In seguito all'approvazione del nuovo Codice degli appalti, "e dopo aver restituito i benefici penitenziari a corrotti e corruttori, anche senza che collaborino, il governo Meloni con il disegno di legge Nordio conferma il suo guanto di velluto verso i reati dei colletti bianchi.
Stanno smantellando, passo dopo passo, i principali presidi di legalità sulla corruzione, lasciando che si compia un assalto alla diligenza sui soldi del Pnrr".
Così, in una nota, Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D'Orso, Carla Giuliano, Ada Lopreiato e Roberto Scarpinato, esponenti del M5S nelle Commissioni Giustizia di Camera e Senato.
"Abolendo l'abuso d'ufficio e ridimensionando fortemente il traffico di influenze illecite, il governo sceglie di creare nuove sacche di impunità nei reati contro la Pubblica amministrazione, intaccando seriamente anche la lotta alla corruzione e portando l'Italia a violare fondamentali convenzioni internazionali ratificate dal nostro Paese. Sulle intercettazioni il governo conferma la demonizzazione di un fondamentale strumento di indagine e assesta un duro colpo al diritto all'informazione.
Come se non bastasse, il centrodestra si spinge fino a alterare la parità delle condizioni tra pm e imputato, impedendo al magistrato di ricorrere in appello per alcuni reati e rende farraginoso e inefficiente il procedimento per le misure cautelari.
C'è da essere molto allarmati ed è bene che l'opinione pubblica ne sia consapevole quanto prima. Questa è una riforma contro la giustizia", concludono.
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