Nel Veneto, “dall’inizio dell’anno sono state immesse nel mercato almeno 150 tonnellate di Granchio blu. Dobbiamo essere al fianco dei pescatori, favorendo anche il consumo alimentare del granchio, per permettere che questo 'flagello' possa essere, almeno in parte, remunerativo per chi si ritrova con le reti da pesca piene di questi crostacei, non certo desiderati".
Così il Governatore del Veneto, Luca Zaia, che ha fatto richiesta di eseguire una verifica presso i mercati ittici di Caorle, Venezia, Chioggia, Donada, Pila e Scardovari, per capire quanto granchio blu sia venduto.
"Il tessuto economico e produttivo della nostra Regione - ha proseguito Zaia - da alcuni mesi ha saputo mettere in campo alcune risposte: sono venete le principali aziende che trasformano la polpa di questi granchi in prodotti semilavorati o finiti destinati al commercio, oltre ad aver intrapreso anche un'attività di esportazione.
Dobbiamo ora sostenere questa battaglia incentivando il consumo delle pietanze e dei prodotti a base di Granchio blu; un'attività di promozione che sposo in prima persona e che sta iniziando a diffondersi nel mondo della ristorazione.
La diffusione del crostaceo va contrastata su larga scala e certamente farlo finire in pentola non è risolutivo. Ma può essere comunque un modo per sostenere chi a malincuore si vede rovinato ogni giorno il lavoro di una vita”.
"A tutti i livelli dobbiamo essere al fianco del settore della pesca, che sta subendo un vero assedio. Il Veneto si sta muovendo a più livelli, chiedendo anche al governo la dichiarazione dello stato di emergenza e dello stato di calamità", ha continuato il Governatore.
"Il ministero dell'Agricoltura, che voglio ringraziare, nelle scorse settimane ha già dato un importante segnale, stanziando 2,9 milioni di euro. Che si raggiunga velocemente il contenimento dell'aggravamento progressivo e si arrivi al più presto al ripristino della situazione è l'obbiettivo primario di fronte a questa calamità che sta sterminando con sistematicità cozze e vongole, danneggiando irreversibilmente interi raccolti nelle valli e infierendo danni all'economia di un settore ittico stremato", ha concluso.
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