
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 13 Maggio 2026
Hormuz, Tajani: “Nessuna nave italiana senza il via libera del Parlamento”
Il governo riferisce alle Camere sulla crisi in Medio Oriente: pianificato il preposizionamento dei cacciamine, ma ogni intervento operativo resta vincolato alla decisione del Parlamento e a una tregua reale.
Il quadro diplomatico tra Stati Uniti e Iran rimane bloccato in una fase di stallo critico. Dopo il rifiuto di Teheran alle proposte americane, Donald Trump sta valutando la ripresa di operazioni militari significative, già minacciate nelle scorse settimane, e avrebbe già incontrato i suoi generali per discutere le opzioni.
Mentre il primo ministro del Qatar ammonisce che “evitare la ripresa della guerra è una responsabilità globale”, trapela un accordo telefonico avvenuto ad aprile tra il Segretario di Stato americano Marco Rubio e l'omologo cinese Wang Yi: i due avrebbero concordato “che nessun Paese o organizzazione può essere autorizzato a imporre pedaggi per attraversare le vie navigabili internazionali come lo Stretto di Hormuz”.
Parallelamente, gli USA offrono una ricompensa fino a 15 milioni di dollari per informazioni dettagliate sulle consegne di petrolio legate al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche e ai suoi sostenitori.
Davanti alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiarito: “Non siamo qui per chiedere l'autorizzazione a missione militare nel Golfo”, ma per condividere un percorso di pace. Tajani ha ribadito con forza: “Voglio ribadire ancora una volta che nessuna nave sarà impiegata a Hormuz senza che questo Parlamento lo abbia autorizzato; nessun nostro militare sarà dislocato in un teatro che non offra adeguate garanzie di sicurezza, e senza che vi sia un quadro giuridico internazionale preciso”.
Il Ministro ha definito la crisi dello Stretto uno “shock globale” che colpisce il 20% del petrolio mondiale e ha avvertito che Hormuz “non può essere tenuto in ostaggio con la forza militare, o attraverso l’imposizione di pedaggi”.
Per Tajani, “l'impegno di Pechino per la pace è fondamentale”, un messaggio già consegnato a Wang Yi durante la sua missione in Cina. Sul fronte libanese, il titolare della Farnesina ha chiesto lo “stop ad attacchi Hezbollah e raid Idf nel Sud”, offrendo l'Italia per ospitare colloqui diretti e indicando la sicurezza dei militari Unifil come una “priorità assoluta”.
Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha illustrato le manovre precauzionali della Marina Militare: “Laddove ‘scoppiasse’ la pace servirebbe quasi un mese di navigazione a tutte le unità delle nazioni alleate indicate per raggiungere il Golfo Persico. Ecco perché ci stiamo organizzando anche noi per avvicinarsi in quell’area, pur rimanendo a distanza di sicurezza”. Crosetto ha precisato che “una nuova missione militare prevede prima una vera tregua, poi una cornice giuridica e infine l’autorizzazione del Parlamento”.
Attualmente, 40 paesi valutano di contribuire alla sicurezza dello Stretto e 24 hanno già manifestato disponibilità con assetti specialistici per rimuovere mine di cui “nessuno conosce la localizzazione o il numero”. Tra i paesi pronti figurano Germania, Francia, Regno Unito, Belgio, Spagna, Olanda, Norvegia, Estonia, Lettonia, Lituania, Slovacchia, Canada, Australia (con aerei E-7A Wedgetail) e Nuova Zelanda, mentre la Corea del Sud sta rivedendo i termini della propria partecipazione.
Mentre la diplomazia arranca, l'intelligence segnala che l'Iran ha ripristinato l'accesso operativo a 30 dei 33 siti missilistici lungo lo Stretto, minacciando direttamente le navi da guerra e le petroliere in transito. Teheran conserverebbe ancora il 70% del suo arsenale missilistico prebellico e dei lanciatori mobili.
La tensione interna è confermata dall'esecuzione di Ehsan Afrishteh, 32 anni, accusato di essere una spia di Israele.
Nonostante le prime reazioni negative degli USA alla risposta iraniana, Tajani ha confermato il sostegno ai negoziati in corso in Pakistan, ribadendo che “la sola via disponibile è quella del dialogo e della democrazia” e che “questo momento complesso richiede compattezza, senso di responsabilità, gioco di squadra”.
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