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- Bologna - Mercoledì 13 Maggio 2026
Omicidio del capotreno a Bologna: Marin Jelenic a processo per la morte di Alessandro Ambrosio
Aperto il dibattimento davanti alla Corte d'Assise per l'accoltellamento del 5 gennaio. L'imputato, un 36enne senza fissa dimora, era presente in aula insieme ai familiari della vittima.
Ha preso il via questa mattina presso la Corte d’Assise di Bologna, sotto la presidenza del giudice Pasquale Liccardo, il processo per l’omicidio di Alessandro Ambrosio.
Il capotreno di 34 anni è stato ucciso con una coltellata alla schiena la sera del 5 gennaio scorso; l’aggressione avvenne nel piazzale Ovest della stazione bolognese, in un’area parcheggio riservata ai dipendenti delle Ferrovie, mentre la vittima si trovava fuori servizio.
In aula, per assistere alla prima udienza, erano presenti la fidanzata di Alessandro, Francesca Ballotta, e lo zio della vittima.
L’unico imputato per il delitto è Marin Jelenic, un cittadino croato di 36 anni senza fissa dimora. L'uomo venne rintracciato e arrestato dai militari a Desenzano del Garda la sera dell'Epifania, dopo una fuga di circa 24 ore, e da allora è detenuto in carcere.
Dagli atti è emerso che Jelenic era colpito da un ordine di allontanamento dall'Italia che sarebbe dovuto scattare il 3 gennaio, appena due giorni prima del tragico evento.
L'imputato è comparso in aula assistito dal legale Christian Di Nardo.
Il pubblico ministero Michele Martorelli, che ha guidato le indagini condotte dalla Squadra Mobile, contesta a Jelenic le aggravanti dei motivi abietti e del fatto commesso in prossimità di uno scalo ferroviario.
La Procura ha ottenuto per l'uomo il giudizio immediato, un rito speciale che permette di approdare direttamente al dibattimento saltando l'udienza preliminare, una procedura attivata quando il quadro probatorio a carico dell'indagato è considerato evidente.
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