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  • Venerdì 24 Aprile 2026

Il Decreto Sicurezza è legge tra le polemiche: alla Camera le opposizioni cantano "Bella Ciao"

Via libera definitivo con 162 sì dopo una maratona di due giorni. Mentre il governo vara un correttivo sui rimpatri, l'Aula si divide tra l'Inno d'Italia e i canti partigiani alla vigilia del 25 aprile.

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Dopo una maratona parlamentare di due giorni e il ricorso alla fiducia, il Decreto Sicurezza è diventato ufficialmente legge dello Stato. La Camera ha dato il via libera definitivo con 162 voti favorevoli, 102 contrari e un astenuto, alla presenza del Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e del vicepremier Matteo Salvini.

Parallelamente al voto, un Consiglio dei Ministri "lampo" ha approvato un decreto legge correttivo in materia di rimpatri volontari assistiti. La nuova norma modifica l'erogazione del contributo di 615 euro, subordinandolo alla conclusione dell'iter amministrativo anziché alla partenza effettiva del migrante, ed elimina l'obbligo di assistenza esclusiva da parte di un avvocato, sopprimendo i riferimenti al Consiglio Nazionale Forense.

Palazzo Chigi ha precisato che i criteri per individuare chi potrà svolgere tale attività saranno definiti con un successivo decreto ministeriale.

L'approvazione è stata segnata da un clima di altissima tensione politica, coincidente con le celebrazioni per la Festa della Liberazione. Prima del voto, le opposizioni hanno esposto cartelli con lo slogan "La nostra sicurezza è la Costituzione" e hanno intonato in coro "Bella Ciao".

Chiara Gribaudo (Pd) ha spiegato il gesto sottolineando che il brano è stato cantato "contro un decreto anticostituzionale" perché "i valori dell'antifascismo sono la base su cui si fonda la nostra democrazia".

Di contro, il centrodestra ha risposto intonando l'Inno d'Italia, poi seguito da tutto l'emiciclo, anche se ha sollevato polemiche la scelta di Salvini e degli esponenti della Lega di restare seduti durante il coro nazionale. Il vicepremier ha commentato duramente l'accaduto: "Siamo qua per il decreto sicurezza, non è un festival canoro. Rispetto l'inno nazionale, ma quelli cantano Bella ciao, mi sembra una mancanza di rispetto".

Salvini ha poi espresso "gioia per l'approvazione" del decreto, definendola una "bella giornata" perché la legge "entra in positivo nelle case degli italiani". 

Sul fronte opposto, Nicola Fratoianni (Avs) ha risposto alle accuse di divisione parlando di "ipocrisia pelosa" da parte della destra e difendendo il canto partigiano come simbolo di unità antifascista, mentre Gianfranco Rotondi (FdI) ha replicato duramente sostenendo che l'opposizione canti solo "per dividere".

Il Partito Democratico ha duramente criticato il provvedimento, parlando di un "pasticcio istituzionale senza precedenti" e della "certificazione del fallimento dell'azione del governo Meloni". Secondo i dem, che hanno occupato gran parte del dibattito con 58 interventi, l'esecutivo si limita a creare "nuovi reati e pene più alte" senza offrire soluzioni reali, comprimendo al contempo il diritto al dissenso.

La seduta si è chiusa con l'augurio di un "buon 25 aprile" rivolto da Riccardo Ricciardi (M5S) a tutta l'Aula, in un clima che resta profondamente polarizzato sui temi della sicurezza e dei valori fondanti della Repubblica.

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