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  • Roma - Venerdì 19 Giugno 2026

Immigrazione, vertice a Bruxelles: Meloni chiede di avviare subito il nuovo regolamento sui rimpatri

A margine del Consiglio europeo, l'incontro informale con altri 13 Paesi e la Commissione UE mette al centro l'applicazione concreta delle regole e l'ipotesi di centri di detenzione congiunti in territori extra-comunitari.

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I tavoli diplomatici di Bruxelles registrano una decisa accelerazione sul fronte delle politiche di contrasto e gestione dei flussi migratori irregolari.

A margine delle sessioni ufficiali del Consiglio europeo, la presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, insieme ai primi ministri di Danimarca e Paesi Bassi, rispettivamente Mette Frederiksen e Rob Jetten, ha promosso e presieduto un nuovo tavolo di confronto informale.

Il vertice, come comunicato in una nota ufficiale diffusa da Palazzo Chigi, ha riunito i rappresentanti di una folta schiera di Stati membri dell'Unione particolarmente esposti e interessati all'introduzione di risposte e modelli non convenzionali per il governo del fenomeno.

All'incontro, oltre alle tre nazioni promotrici e ai vertici della Commissione europea, hanno aderito i delegati di Austria, Belgio, Bulgaria, Germania, Grecia, Polonia, Malta, Repubblica Ceca, Slovenia, Svezia e Ungheria.

Il focus iniziale del confronto si è concentrato sulle analisi macroregionali fornite dal vertice dell'esecutivo comunitario, focalizzate sui potenziali rischi geopolitici attuali: “La Presidente Ursula von der Leyen ha illustrato i principali filoni di lavoro della Commissione in ambito migratorio, soffermandosi in particolare sulle possibili conseguenze migratorie derivanti dall’evoluzione della crisi in Medio Oriente e sulle iniziative necessarie per garantire una risposta europea efficace e tempestiva”, si legge nel comunicato governativo.

I leader presenti hanno colto l'occasione per fare il punto sui traguardi normativi e strategici formalizzati nel corso degli ultimi mesi di trattative. Nella nota ufficiale viene specificato come durante la sessione “è stato espresso apprezzamento per i risultati conseguiti negli ultimi mesi, tra cui l’istituzione della lista europea dei Paesi sicuri di origine, l’introduzione del nuovo concetto di Paese terzo sicuro, l’adozione della Dichiarazione di Chisinau sulla migrazione, l’accordo politico sul nuovo Regolamento Rimpatri e, più recentemente, l’inserimento di un riferimento al sostegno finanziario dell’Unione per le soluzioni innovative in materia migratoria nell’ambito dei negoziati sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale”.

La posizione espressa dal capo del governo italiano si è concentrata sulla necessità di convertire i testi legislativi approvati in azioni tangibili e immediate sul territorio, sollecitando i partner europei a una maggiore reattività: Il Presidente Meloni ha sottolineato “la necessità di passare rapidamente dalla definizione delle nuove regole alla loro concreta attuazione, a partire dal Regolamento Rimpatri”.

Nel richiamare l'iniziativa diplomatica intrapresa attraverso la missiva ufficiale firmata insieme alla collega danese Frederiksen e ad altri 17 leader delle cancellerie dell'Unione, la premier ha evidenziato “l’importanza di avviare rapidamente progetti pilota concreti e replicabili”.

Un'istanza operativa che ha trovato terreno fertile nel prosieguo della riunione, dove si è delineato un orientamento comune verso strategie extra-UE: A tale riguardo, “la discussione tra i leader ha fatto emergere l’interesse a valutare anche ipotesi di centri di rimpatrio congiunti in Paesi terzi”, conclude il resoconto di Palazzo Chigi.

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