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- Roma - Martedì 9 Giugno 2026
Inchiesta Ponte sullo Stretto, l'Ad Ciucci: "La Società è totalmente estranea"
L'Amministratore Delegato della Società Stretto di Messina nega coinvolgimenti nell'inchiesta per corruzione avviata dalla Procura di Roma, confermando disponibilità a collaborare con la magistratura.
I vertici della Società Stretto di Messina respingono con fermezza qualunque coinvolgimento nelle vicende giudiziarie emerse nelle ultime ore.
A seguito dell'apertura di un fascicolo per corruzione da parte della Procura della Repubblica di Roma, l'amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha preso ufficialmente posizione per blindare l'onorabilità dell'azienda e la continuità del progetto infrastrutturale.
Il top manager ha commentato l'azione della magistratura capitolina manifestando stupore per il clamore mediatico, ma offrendo al contempo la massima apertura istituzionale agli inquirenti per fare chiarezza nel più breve tempo possibile: “Abbiamo accolto con sorpresa le notizie riportate dai media sulle indagini per le quali la Società è totalmente estranea. Confermiamo la massima la disponibilità a collaborare con le Autorità inquirenti e prenderemo tutte le misure necessarie a tutela degli interessi aziendali e del progetto”.
Lontano dal paventare rallentamenti nella tabella di marcia dei lavori o nell'approvazione delle procedure esecutive, Ciucci ha tenuto a precisare come l'azione della stazione appaltante si muova su un binario di assoluta regolarità amministrativa, recependo puntualmente le indicazioni e i monitoraggi degli organi di controllo contabile dello Stato: “La Società prosegue nel suo impegno di realizzare il ponte sullo Stretto con massima trasparenza per adempiere alla missione affidatale dal Parlamento e dal Governo conformandosi a tutti i rilievi espressi dalla Corte dei conti nelle sue delibere così come dettagliatamente definito dal DL ‘Commissari’ dell’11 marzo 2026″.
La Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo d'indagine ipotizzando i reati di corruzione e rivelazione del segreto d'ufficio in relazione alle procedure collegate al progetto per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina.
Sulla base di quanto comunicato ufficialmente dagli uffici giudiziari capitolini, i magistrati hanno delegato i carabinieri del Ros (Raggruppamento Operativo Speciale) all'esecuzione di una serie di decreti di perquisizione locale e personale nei confronti di tre soggetti chiave. Tra i destinatari dei provvedimenti figurano un ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, collocato a riposo dal febbraio scorso, un avvocato con un passato nel Consiglio di amministrazione della società "Stretto di Messina Spa" e un noto imprenditore.
Le attività investigative avrebbero fatto emergere una serie di condotte coordinate volte ad alterare e indirizzare la pronuncia di legittimità della magistratura contabile sull'iter del progetto definitivo. L'impianto accusatorio delinea un preciso schema di accordi e contatti illeciti volti a favorire l'andamento della pratica burocratica.
Stando ai dettagli emersi dalla nota della Procura, il professionista legale e l'imprenditore sotto inchiesta, “al fine di condizionare il citato esame della Corte dei Conti in favore della società 'Stretto di Messina Spa', avrebbero avvicinato il giudice contabile promettendogli il loro appoggio per ricoprire cariche in enti di diritto pubblico dopo il suo pensionamento, subordinandolo alla sua fattiva azione per il concretizzarsi dell'esigenza citata”.
Le manovre del gruppo non si sarebbero limitate a un singolo interlocutore all'interno della magistratura contabile. I magistrati romani ipotizzano infatti che i “due avrebbero anche tentato di avvicinare altri magistrati ritenuti utili agli interessi del gruppo per la realizzazione dell'opera infrastrutturale e rivelato, a soggetti terzi, notizie coperte da segreto, acquisite dal giudice della Corte dei Conti indagato”.
Lo stesso alto magistrato in quiescenza avrebbe fornito una sponda interna costante, contravvenendo ai propri doveri d'ufficio: “Quest'ultimo, dal canto suo, avrebbe offerto - si legge nella nota - la propria disponibilità, fornendo costanti aggiornamenti sull'andamento della procedura condotta dalla Corte Contabile, rivelando informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi magistrati contabili e sullo sviluppo della relativa Camera di Consiglio in adunanza plenaria della Corte stessa”.
I dettagli investigativi si soffermano inoltre su una specifica fase temporale della vertenza, successiva a un passaggio d'aula sfavorevole alla società committente. Il magistrato contabile coinvolto “avrebbe esaminato la decisione sfavorevole del 29 ottobre del 2025, impegnandosi a predisporre, nell'interesse della 'Stretto di Messina Spa', una memoria sulla vicenda da consegnare al commercialista della società manifestando, in cambio, l'interesse a diventare Presidente dell'Antitrust o di una società partecipata”.
L'operazione del Ros ha interessato diverse aree geografiche del Paese, con perquisizioni simultanee eseguite sul territorio di Roma, nella provincia di Reggio Calabria e in quella di Frosinone. Nel corso delle perlustrazioni, gli investigatori dell'Arma hanno individuato materiale utile alle indagini: sono stati infatti “rinvenuti e sequestrati diversi dispostivi elettronici e documenti che verranno sottoposti a specifiche valutazioni e analisi per appurarne la valenza probatoria in relazione alle ipotesi di reato contestate”, che passeranno ora al vaglio tecnico dei periti informatici.
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