Iran: eliminato il comando dei Pasdaran, Teheran promette ritorsioni. Gli Usa puntano a Kharg

L'asse israelo-americano colpisce i cuori pulsanti della difesa e della propaganda di Teheran, il Leader Supremo incita alla rappresaglia esterna. Trump mobilita i Marines per il blocco petrolifero.

(Prima Notizia 24)
Venerdì 20 Marzo 2026
Roma - 20 mar 2026 (Prima Notizia 24)

L'asse israelo-americano colpisce i cuori pulsanti della difesa e della propaganda di Teheran, il Leader Supremo incita alla rappresaglia esterna. Trump mobilita i Marines per il blocco petrolifero.

La struttura di potere della Repubblica Islamica dell'Iran vacilla sotto i colpi di un'operazione di smantellamento chirurgico che, nell'arco di pochi giorni, ha eliminato le figure chiave dell'intelligence e del comparto missilistico.

L'ultimo atto di questa escalation ha visto la morte del generale di brigata Ali Mohammad Naeini, portavoce dei Guardiani della Rivoluzione, colpito in un'azione coordinata tra Israele e Stati Uniti.

“Nelle prime ore di questa mattina il generale Ali Mohammad Naeini è stato martirizzato in un vile attacco terroristico israelo-americano. Non permetteremo che l’assassinio del nostro portavoce indebolisca la nostra forza morale e la nostra resilienza comunicativa”, hanno comunicato ufficialmente i Pasdaran.

Lo stesso Naeini, poco prima del decesso, aveva ostentato la solidità bellica del regime dichiarando che “il nostro punteggio per l’industria missilistica è 20 e produciamo missili anche in condizioni di guerra”.

La caduta di Naeini si somma a quella del ministro dell’Intelligence Esmail Khatib e dei massimi responsabili della milizia Basij, Gholamreza Soleimani ed Esmaeil Ahmadi, oltre al comandante della Forza aerospaziale incaricato dei droni e dei vettori balistici.

In questo scenario di estrema vulnerabilità, l'ayatollah Mojtaba Khamenei ha inviato un dispaccio perentorio al presidente Pezeshkian: “L’assassinio del ministro dell’Intelligence deve essere compensato con uno sforzo raddoppiato da parte di tutti i responsabili e gli operatori. Dobbiamo togliere la sicurezza ai nostri nemici dentro e fuori il Paese e garantire la sicurezza degli iraniani”.

Il Leader ha inoltre aggiunto che “la vendetta non è solo un diritto, ma un dovere religioso e nazionale”. 

Alle minacce interne si aggiungono quelle globali del portavoce Abolfazl Shekarchi: “Funzionari e militari israeliani e americani non saranno al sicuro nei resort o nei centri turistici di tutto il mondo. I lungomare e i luoghi di intrattenimento non saranno sicuri per voi”.

Mentre deflagrazioni colpiscono gli impianti energetici di Ahvaz e i siti nucleari di Yazd, Washington accelera i preparativi per un possibile sbarco sull'isola di Kharg, terminale da cui fluisce quasi tutto l'export petrolifero iraniano.

Fonti dell'amministrazione Trump confermano l'invio di tre contingenti dei Marines: “Se per farlo dovrà conquistare l’isola di Kharg, lo farà”, avvertono dalla Casa Bianca, puntando alla riapertura forzata di Hormuz.

Intanto, le forze israeliane intensificano l'attacco ai proxy iraniani in Libano, dichiarando la neutralizzazione di centinaia di miliziani Hezbollah. In questo clima di spionaggio e scontro diretto, esemplificato dall'arresto a Gerusalemme del riservista Raz Cohen, Teheran conta i danni nel Lorestan — dove si registrano decine di caduti tra soldati e civili — ma insiste sulla propria invulnerabilità tecnologica nel tentativo di rassicurare una nazione sotto assedio.


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