Napoli: impennata di contagi da Epatite A, il Comune vieta il consumo di frutti di mare crudi

Il Sindaco Manfredi firma un'ordinanza restrittiva mentre i NAS setacciano l'intera filiera ittica e i mercati rionali. Le autorità sanitarie monitorano il focolaio: 65 casi accertati in meno di tre mesi, con un picco preoccupante nelle ultime settimane.

(Prima Notizia 24)
Venerdì 20 Marzo 2026
Napoli - 20 mar 2026 (Prima Notizia 24)

Il Sindaco Manfredi firma un'ordinanza restrittiva mentre i NAS setacciano l'intera filiera ittica e i mercati rionali. Le autorità sanitarie monitorano il focolaio: 65 casi accertati in meno di tre mesi, con un picco preoccupante nelle ultime settimane.

Una drastica impennata dei casi di epatite virale di tipo A ha fatto scattare lo stato di allerta nella metropoli partenopea, portando l'amministrazione comunale a blindare il commercio e la somministrazione di prodotti ittici non cotti.

Il monitoraggio epidemiologico condotto dall'Asl Napoli 1 Centro ha evidenziato una dinamica allarmante: dai soli 3 contagi di gennaio si è passati ai 19 di febbraio, fino a toccare quota 43 nei primi diciannove giorni di marzo.

 In una nota, l'ente sanitario ha sottolineato "una diffusione del virus superiore di 10 volte rispetto alla media degli ultimi dieci anni e di ben 41 volte rispetto all'ultimo triennio".

Per arginare la trasmissione orofecale del virus, il primo cittadino Gaetano Manfredi ha varato un provvedimento d'urgenza che impone il divieto assoluto di servire frutti di mare crudi, pena sanzioni pecuniarie pesantissime e la sospensione delle licenze commerciali.

Parallelamente, i militari del NAS di Napoli hanno avviato una mappatura capillare di ristoranti e punti vendita per rintracciare partite di merce prive di documentazione.

Giuseppe Ambrosio, alla guida di Asso Mitili, ha difeso i produttori certificati evidenziando la pericolosità del mercato nero: "Le nostre strutture di produzione sono costantemente controllate dalle Asl competenti e tutto il prodotto viene 'cartellonato': significa che tutta filiera è tracciata, dal luogo di coltivazione a quello di depurazione. Bisognerebbe puntare i fari sull'abusivismo di produzione e vendita che secondo una nostra stima è del 25 per cento. Noi siamo controllati. Gli abusivi un giorno sono in luogo, quello successivo non ci sono più".

Sul fronte della profilassi, i medici di base sollecitano una campagna vaccinale mirata. Luigi Sparano, rappresentante della Fimmg Napoli, ha dichiarato: "In questa fase è fondamentale rafforzare le strategie di prevenzione, a partire dalla vaccinazione. Come medici di famiglia stiamo già richiedendo un adeguato approvvigionamento di vaccini per l'epatite A, con l'obiettivo di proteggere in modo prioritario le fasce più fragili della popolazione".

Al contempo, per placare i timori legati alla rete idrica, i tecnici di ABC Napoli hanno precisato: "Le acque distribuite nella rete idrica cittadina provengono nella loro totalità da fonti sotterranee naturalmente protette, una condizione che rende estremamente improbabile la presenza del virus dell'epatite A (HAV). A ciò si aggiunge un sistema di disinfezione continuo ed efficace, basato sull'impiego di ipoclorito di sodio e biossido di cloro, trattamenti riconosciuti per la loro azione contro i virus enterici, incluso l'HAV, particolarmente sensibile agli agenti ossidanti".

Sulla gestione complessiva della crisi è intervenuto anche l'igienista Fabrizio Pregliasco, evidenziando che la prevenzione resta l'arma più efficace: "Non stiamo parlando di una malattia grave nella maggior parte dei casi, ma di un problema che nasce da falle evitabili: controlli insufficienti e comportamenti a rischio, soprattutto sul fronte alimentare. I molluschi crudi continuano a essere uno dei principali indiziati. Il messaggio è semplice: non serve allarmismo, serve responsabilità. Più controlli nella filiera, più attenzione da parte dei cittadini. Perché questi focolai non sono inevitabili: si possono prevenire. La situazione è sotto controllo, ma abbassare la guardia sarebbe un errore".

Le ispezioni e i divieti resteranno operativi fino a quando i dati dell'ASL non indicheranno un netto raffreddamento della curva dei contagi.


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