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Le due vittime erano militanti dell'area anarchica capitolina.
Le due vittime erano militanti dell'area anarchica capitolina.
Un'improvvisa deflagrazione ha devastato oggi un rudere situato nel perimetro meridionale di Roma, all'interno del Parco degli Acquedotti, causando il decesso di due persone all'interno dell'area verde capitolina.
Le unità di soccorso dei Pompieri, accorse tempestivamente sul luogo del disastro, hanno estratto i cadaveri di un uomo e di una donna rimasti schiacciati dal collasso del tetto, mentre si procedeva a setacciare i detriti per verificare l'eventuale coinvolgimento di altri frequentatori del sito.
Sebbene inizialmente si fosse ipotizzato un cedimento dovuto all'incuria, le indagini della Digos hanno rapidamente virato verso uno scenario doloso.
Le perizie degli artificieri effettuate tra le rovine hanno infatti lo scopo di rintracciare componenti chimiche o meccaniche riferibili alla costruzione di una bomba rudimentale, che sarebbe esplosa accidentalmente tra le mani dei presenti.
Gli accertamenti anagrafici eseguiti dagli inquirenti hanno confermato che i due defunti erano figure attive nelle cellule dell'estremismo libertario locale.
Tale riscontro ha trasformato il vecchio stabile, spesso utilizzato come bivacco, in un potenziale sito di fabbricazione clandestina di materiale esplodente destinato ad azioni dirette.
Al momento la zona archeologica resta interdetta al transito per permettere alla Polizia Scientifica di ultimare i campionamenti necessari a ricostruire l'esatto innesco del tragico evento.
La magistratura attende ora i verbali conclusivi per inquadrare l'episodio nel contesto delle recenti tensioni legate all'area antagonista della metropoli.
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