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La consorte dell'erede al trono rompe l'isolamento mediatico con una confessione televisiva carica di tensione. Tra ammissioni di colpa e timori per la stabilità della Corona, la principessa ripercorre l'amicizia con il finanziere mentre il sondaggio sul gradimento della monarchia tocca i minimi storici.
La consorte dell'erede al trono rompe l'isolamento mediatico con una confessione televisiva carica di tensione. Tra ammissioni di colpa e timori per la stabilità della Corona, la principessa ripercorre l'amicizia con il finanziere mentre il sondaggio sul gradimento della monarchia tocca i minimi storici.
Nel disperato tentativo di arginare la crisi di consensi che sta scuotendo le fondamenta della casa regnante norvegese, la principessa Mette-Marit ha scelto i microfoni della TV di Stato per esprimere tutto il suo rammarico.
Dopo un prolungato silenzio, rotto solo dalle preoccupanti notizie giudiziarie riguardanti il figlio Marius Hoiby, la futura regina ha affrontato il nodo dei suoi passati contatti con l'affarista americano, ammettendo la propria ingenuità nel valutare il profilo di un uomo già condannato per gravi reati sessuali.
Seduta accanto al principe Haakon, ha descritto la pressione psicologica e i timori vissuti durante i soggiorni in Florida, culminati in una richiesta di aiuto al marito.
"Sono stata manipolata e ingannata. Vorrei non averlo mai incontrato. Vorrei non averlo mai incontrato ma è importante che ora mi prenda le mie responsabilità per non aver controllato il suo background come avrei dovuto, oltre che per come sono stata manipolata e ingannata", ha affermato con la voce rotta dal pianto la principessa, sottolineando come il legame fosse basato su un'amicizia sapientemente costruita da Epstein attraverso conoscenze comuni.
Mette-Marit ha inoltre voluto rivolgere un pensiero alle donne colpite dalle violenze del predatore sessuale, auspicando che il percorso verso la verità non si interrompa. Il suo intervento giunge in un momento di estrema fragilità per l'istituzione monarchica, con il favore dei cittadini sceso di dieci punti percentuali in pochi mesi, aggravato dalle incertezze sulla salute della principessa, costretta a convivere con una fibrosi polmonare.
"Le vittime meritano giustizia e credo che non l'abbiano ancora avuta. Mi ha messo in una situazione che mi ha fatto sentire così poco sicura che ho chiamato Haakon. Lui era un abile manipolatore ed è riuscito ad utilizzare un'amica in comune per conquistare la mia fiducia. Ho molta fiducia nell'importanza della monarchia in Norvegia e spero che tutto questo non abbia conseguenze per l'istituzione.
Haakon è l'uomo che rispetto di più in tutto il mondo. Ho molta fiducia in lui e vorrei stare al suo fianco in questo progetto, se la mia salute me lo concede", ha concluso la principessa, cercando di riaffermare l'unità della coppia reale di fronte alle polemiche.
Nel frattempo, l'onda d'urto del caso Epstein continua a colpire anche Windsor, dove la magistratura britannica valuta nuove pesanti ipotesi di reato a carico del principe Andrea per lo scambio di dati sensibili risalenti al periodo del suo mandato governativo.
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