Iran: sale a 22 Paesi il fronte per proteggere lo Stretto di Hormuz

Condanna unanime per i raid iraniani e le minacce alle rotte petrolifere. Previste misure straordinarie per la stabilità energetica e il rilascio delle riserve strategiche.

(Prima Notizia 24)
Sabato 21 Marzo 2026
Roma - 21 mar 2026 (Prima Notizia 24)

Condanna unanime per i raid iraniani e le minacce alle rotte petrolifere. Previste misure straordinarie per la stabilità energetica e il rilascio delle riserve strategiche.

Si allarga la coalizione internazionale impegnata a garantire la libertà di navigazione in Medio Oriente. Sono saliti a 22 i Paesi che hanno sottoscritto la dichiarazione congiunta per il passaggio sicuro nello Stretto di Hormuz, in risposta all'aggravarsi della crisi nell'area.

Il documento, diffuso dal Ministero degli Esteri di Abu Dhabi, lancia un monito durissimo contro le recenti operazioni militari iraniane.

Nel testo del Ministero si legge: “Condanniamo con la massima fermezza i recenti attacchi dell’Iran contro navi mercantili disarmate nel Golfo, gli attacchi contro infrastrutture civili, compresi gli impianti petroliferi e del gas, e la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz da parte delle forze iraniane.

Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per l’escalation del conflitto e chiediamo all’Iran di cessare immediatamente le sue minacce, la posa di mine, gli attacchi con droni e missili e tutti gli altri tentativi di ostacolare la navigazione commerciale nello Stretto, e di conformarsi alla risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

La libertà di navigazione è un principio fondamentale del diritto internazionale, compresa la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare. Il diritto del mare è inviolabile e gli effetti delle azioni dell’Iran si faranno sentire sulle persone di tutto il mondo, in particolare sui più vulnerabili”.

La nota sottolinea come l'interferenza con le rotte commerciali rappresenti una minaccia diretta alla pace globale. “In conformità con la risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza, sottolineiamo che tale interferenza con la navigazione internazionale e l’interruzione delle catene globali di approvvigionamento energetico costituiscono una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali. A questo proposito, chiediamo la cessazione immediata e completa degli attacchi contro le infrastrutture civili, compresi gli impianti petroliferi e del gas”.

I Paesi firmatari si dicono pronti a intervenire operativamente per stabilizzare i mercati, accogliendo con favore il rilascio delle riserve strategiche deciso dall'Agenzia Internazionale dell'Energia. “Esprimiamo la nostra disponibilità a contribuire agli sforzi necessari per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto e accogliamo con favore l’impegno degli Stati coinvolti nella pianificazione preparatoria a tal fine. Accogliamo inoltre con favore la decisione dell’Agenzia Internazionale dell’Energia di autorizzare il rilascio coordinato delle riserve strategiche di petrolio e adotteremo ulteriori misure per stabilizzare i mercati energetici, anche collaborando con alcuni paesi produttori per aumentarne la produzione.

Ci impegneremo inoltre a fornire sostegno ai paesi più colpiti, anche attraverso le Nazioni Unite e le istituzioni finanziarie internazionali. La sicurezza marittima e la libertà di navigazione sono un beneficio per tutte le nazioni e invitiamo la comunità internazionale a rispettare il diritto internazionale e a sostenere i principi fondamentali di prosperità e sicurezza internazionali”.


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