L'operazione militare israeliana su Gaza sarà composta da tre fasi. A dirlo è il Ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, nel corso di una riunione della commissione per gli Affari Esteri e la Difesa.
“Il 7 ottobre è il giorno che ha dato inizio al processo di distruzione di Hamas”, ha detto Gallant, per poi aggiungere che l'operazione consta di tre fasi, la prima delle quali è “una campagna militare con l’uso di armi da fuoco e poi con manovre tattiche, il cui scopo sarà quello di assassinare gli operativi e danneggiare le infrastrutture” di Hamas.
In seguito, i combattimenti continueranno “con un’intensità minore”. L'ultima fase, ha concluso Gallant, è la “creazione di un nuovo regime di sicurezza nella Striscia di Gaza, la rimozione della responsabilità di Israele – attualmente l’enclave dipende dallo Stato ebraico per risorse idriche, elettriche e di carburante – e la creazione di una nuova realtà di sicurezza per i cittadini di Israele”.
E' stata, intanto, riparata, dalle maestranze egiziane, la strada lungo il versante palestinese del valico di Rafah, bombardata dagli israeliani, per il passaggio degli aiuti umanitari per la Striscia di Gaza. 175 camion con gli aiuti aspettano di passare la frontiera tra l'Egitto e Gaza.
I civili che vivono nella Striscia hanno bisogno di aiuto “il prima possibile e in grande quantità”, ha detto il Segretario Generale dell'Onu, Antònio Guterres, in visita al valico di Rafah. “Ci sono condizioni stabilite per l’ingresso degli aiuti, e queste devono essere ridotte per accelerarne l’arrivo a Gaza”, ha aggiunto, precisando che gli aiuti “rappresentano la differenza tra la vita e la morte per la popolazione di Gaza”. “L’Egitto è uno Stato sovrano e gli aiuti entreranno secondo le sue leggi”, ha concluso Guterres.
Tra questa notte e le prime ore di stamani, l'Idf ha bombardato ancora la Striscia di Gaza, attaccando specialmente Khan Yunis, a Sud, dove almeno 21 persone sono rimaste uccise e 79 ferite. E' quanto fa sapere l'agenzia di stampa "Wafa", precisando che a Khan Yunis sono stati attaccati in contemporanea sei palazzi residenziali e che gran parte delle vittime sono donne e bambini. Secondo fonti locali, sono state bombardate sei abitazioni.
Nella serata di ieri, l'Idf ha bombardato la Chiesa ortodossa di San Porfirio a Gaza, dove si erano rifiugiate centinaia di persone. E' quanto ha fatto sapere il Ministero della Sanità palestinese. Stando a quanto riferisce l'agenzia "Wafa", nell'operazione sono morte almeno 8 persone e ci sono decine di feriti.
La Chiesa avrebbe subito gravi danni: in particolare, la sala del Consiglio pastorale sarebbe andata distrutta. La struttura, inoltre, è vicina ad un ospedale della Chiesa episcopale anglicana di Gerusalemme. In merito, non ci sono commenti da parte dell'Idf, secondo quanto riporta il “Times of Israel”.
Le stesse Idf e il Ministero della Difesa israeliano hanno fatto sapere che è iniziata l'evacuazione della popolazione di Kiryat Shmona, a Nord, dopo i lanci di razzi anticarro dal Sud del Libano, da parte di Hezbollah e di altri gruppi palestinesi. Gli abitanti di Kiryat Shmona sono circa 22 mila, anche se gran parte aveva lasciato la cittadina per le tensioni in corso.
All'inizio di questa settimana, l’Autorità nazionale per la gestione delle emergenze del ministero della Difesa aveva cominciato l'evacuazione delle comunità che si trovano entro due chilometri dal confine libanese, data l'apertura del fronte settentrionale dopo l'attacco di Hamas e la reazione israeliana.
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