
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 8 Settembre 2026
Israele, l'indiscrezione di Haaretz: "Netanyahu fu avvertito dagli Emirati prima del 7 ottobre"
Secondo il quotidiano, Mohammed bin Zayed informò il premier dell'imminente attacco di Hamas, ma la notizia venne ignorata. L'ufficio del premier smentisce, insorgono le opposizioni. Sul fronte nucleare, USA ed Europa chiedono il deferimento dell'Iran all'ONU.
Un'indiscrezione pubblicata dal quotidiano israeliano Haaretz riapre il dibattito sulle responsabilità politiche dell'attacco condotto da Hamas il 7 ottobre 2023. Secondo quanto ricostruito dal giornale sulla base di fonti regionali, il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed, avrebbe avvertito personalmente il primo ministro Benjamin Netanyahu circa dieci giorni prima dell'offensiva, segnalando un piano su larga scala predisposto da Yahya Sinwar.
Stando alla ricostruzione, le informazioni sull'attacco sarebbero giunte dagli ambienti di Al-Fatah agli apparati emiratini e successivamente allo Shin Bet. Di fronte a una valutazione dei servizi segreti che non stimava imminente un'azione da Gaza, il leader emiratino avrebbe deciso di contattare direttamente Netanyahu, ricevendo tuttavia rassicurazioni sul fatto che la situazione fosse sotto controllo.
L'ufficio del primo ministro ha smentito seccamente la notizia definendola "una menzogna totale" e precisando che non vi fu alcun colloquio tra i due leader nel periodo indicato.
Le rivelazioni hanno provocato la dura reazione delle opposizioni. L'ex premier Naftali Bennett ha parlato di "negligenza criminale", mentre Yair Golan (I Democratici) e l'ex capo di stato maggiore Gadi Eisenkot hanno ribadito la necessità di istituire una commissione statale d'inchiesta per accertare le responsabilità della leadership politica.
Parallelamente resta alta la tensione sul piano diplomatico internazionale. Stati Uniti, Francia, Germania e Regno Unito stanno spingendo affinché l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) deferisca l'Iran al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La misura viene sollecitata dopo che il direttore generale dell'AIEA, Rafael Grossi, ha segnalato l'impossibilità di verificare da oltre un anno lo stato delle scorte di uranio arricchito e l'accesso agli impianti iraniani.
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