Sei sicuro di voler sbloccare questo articolo?
Frenano gli alimentari e si raffredda la morsa sui consumi delle famiglie italiane.
Frenano gli alimentari e si raffredda la morsa sui consumi delle famiglie italiane.
L’Italia respira. Dopo una lunga stagione di rincari, l’inflazione di gennaio 2026 segna una ritirata strategica, attestandosi su un incremento annuo dell'1,0%.
Il dato definitivo diffuso dall'Istat conferma la stima preliminare e sancisce un netto rallentamento rispetto al +1,2% di dicembre, portando il costo della vita al livello più contenuto degli ultimi quattordici mesi.
Su base mensile, la variazione dell'indice NIC si ferma a un modesto +0,4%, consolidando un trend di stabilizzazione che non si vedeva dalla fine del 2024.
A regalare una boccata d'ossigeno alle famiglie è soprattutto il "carrello della spesa". I prezzi dei beni alimentari e dei prodotti per la cura della casa e della persona si raffreddano più velocemente del previsto, scendendo a un +1,9% annuo (un risultato migliore sia rispetto al +2,2% di fine anno, sia rispetto alle previsioni della vigilia).
Anche l'inflazione di fondo, che depura il dato dalle componenti più volatili come energia e alimentari freschi, resta sotto controllo al +1,7%, segno che le tensioni sui listini si stanno progressivamente stemperando in quasi tutti i settori.
Non mancano però alcune "isole" di resistenza dove i prezzi continuano a correre: i servizi relativi all’abitazione (+4,4%), i tabacchi (+3,3%) e il comparto dei servizi ricreativi e culturali (+3,0%) restano le voci più onerose per i contribuenti.
Tuttavia, la frenata degli alimentari lavorati (+1,9%) e non lavorati (+2,5%) compensa ampiamente questi rialzi, delineando un quadro economico di moderazione che potrebbe finalmente ridare potere d'acquisto ai salari reali.
APPUNTAMENTI IN AGENDA