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Il monitoraggio finale sui prezzi evidenzia una fiammata nei settori logistica e intrattenimento. La componente strutturale tocca il 2,4%, mentre la flessione dei costi energetici mitiga l'impatto complessivo sui bilanci familiari.
Il monitoraggio finale sui prezzi evidenzia una fiammata nei settori logistica e intrattenimento. La componente strutturale tocca il 2,4%, mentre la flessione dei costi energetici mitiga l'impatto complessivo sui bilanci familiari.
L'andamento dei listini in Italia mostra nuovi segnali di dinamismo nell'ultimo mese. Stando alle rilevazioni definitive fornite dall'istituto nazionale di statistica, il paniere dei prodotti per la collettività ha subito un incremento dello 0,7% rispetto a gennaio e una crescita dell’1,5% nel confronto con l’anno scorso.
Sebbene la progressione sia evidente rispetto al punto percentuale registrato nel primo mese dell'anno, il valore finale risulta leggermente più contenuto rispetto alle previsioni della vigilia.
A imprimere velocità ai rincari sono in particolare le tariffe dei trasporti (balzate dal +0,7% al 2,9%) e il comparto dei servizi per il tempo libero (che vola dal +3,0% al 4,9%).
Nel settore alimentare si osserva un andamento divergente: la materia prima fresca sale al 3,7%, mentre i prodotti trasformati mostrano una correzione al ribasso verso l'1,4%.
A bilanciare parzialmente queste spinte ci pensa l’energia, con le tariffe tutelate che crollano dell'11,6% e quelle del mercato libero in calo del 6,2%.
La cosiddetta inflazione "core", depurata dalle componenti più volatili come cibo fresco ed energia, mostra una spinta più vigorosa passando dal +1,7% al 2,4%.
Per quanto riguarda le spese quotidiane obbligate (prodotti per igiene e alimentari), il tasso si mantiene stabile intorno al 2,0%. Tra le variazioni più repentine dell'ultimo periodo si segnalano i tabacchi (+3,3%) e i servizi abitativi (+0,4%), mentre gli alimentari lavorati hanno beneficiato di una contrazione dello 0,5%.
In prospettiva, l’inflazione ereditata per l'intero 2026 si posiziona al +1,1%, dato che accomuna sia l'indice generale che quello di fondo. Per quanto riguarda i parametri comunitari, l’indice armonizzato IPCA fissa la crescita annua al 1,5%, mentre l’indicatore specifico per i consumi delle famiglie di dipendenti e operai (FOI), al netto dei prodotti da fumo, segna un progresso tendenziale dell’1,1%.
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