Milano: cognato del governatore della Lombardia sotto indagine per caporalato

Svolta giudiziaria nel settore tessile: il pubblico ministero Paolo Storari dispone la sorveglianza legale per la Dama Spa e il brand Aspesi. Il Presidente della Regione respinge le polemiche: "Attacco mirato, mio cognato spiegherà la verità".

(Prima Notizia 24)
Martedì 17 Marzo 2026
Milano - 17 mar 2026 (Prima Notizia 24)

Svolta giudiziaria nel settore tessile: il pubblico ministero Paolo Storari dispone la sorveglianza legale per la Dama Spa e il brand Aspesi. Il Presidente della Regione respinge le polemiche: "Attacco mirato, mio cognato spiegherà la verità".

Il responsabile operativo della società "Dama", Andrea Dini, risulta ufficialmente inserito nel fascicolo investigativo della Procura di Milano con l'ipotesi di reato legata all'impiego irregolare di maestranze.

La posizione del professionista, legato da vincoli familiari al capo della giunta regionale Attilio Fontana, è venuta a galla in seguito alla decisione del magistrato inquirente Paolo Storari di sottoporre l'ente e il rinomato brand "Aspesi" a un regime di monitoraggio legale.

Le indagini si focalizzano sui meccanismi di reclutamento e sulle condizioni d'impiego lungo i vari anelli della catena di fornitura, attivando uno strumento giuridico finalizzato a bonificare la gestione interna senza però decretare lo stop alla produzione.

Tale sviluppo ha scatenato immediate ripercussioni istituzionali, riverberandosi sulla figura apicale dell'amministrazione milanese. Il governatore Attilio Fontana, sollecitato dai giornalisti presso la sede della Regione, ha voluto separare nettamente il proprio ruolo dalle vicende industriali del parente: "Chiedete a mio cognato" che "sicuramente dimostrerà la propria innocenza come ha fatto in precedenti episodi nel quale è stato coinvolto".

Il Capo dell'Esecutivo regionale ha successivamente stigmatizzato l'enfasi posta sulla sua persona in relazione a fatti altrui: "Mi chiedo la strumentalità della domanda e dell'abbinamento del mio nome con quello del dottor Dini, che è titolare dell'azienda nella quale io non ho alcuna parte".

Fontana ha terminato il colloquio con una nota polemica verso la stampa: "Prendo atto del fatto che più che sapere le cose volete cercare di mettere sempre un pizzico di veleno".


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