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“Jole Santelli, Discorsi Politici e Parlamentari”, appena fresco di stampa il volume edito dalla Biblioteca della Camera dei deputati e firmato da Liria Ingallina in onore dell’ex Presidente della Giunta Regionale calabrese Jole Santelli, che per lunghi anni è stata protagonista di primissimo piano della politica italiana.
338 pagine di testo, 33 pagine di fotografie, non si poteva farle un regalo più bello nel terzo anniversario della sua scomparsa, perché dentro questo volume c’è la storia politica di Jole Santelli, ma c’è anche la sua storia personale e privata perché nei fatti la politica era diventata la sua vera casa e la sua vera famiglia. E solo Liria Ingallina, che le era stata per anni amica e fedele compagna di viaggio, avrebbe potuto fare tutto questo.
La manifestazione ufficiale si apre con il saluto di Lorenzo Fontana, Presidente della Camera dei deputati, è sua la prefazione al libro: “A tre anni dalla scomparsa, la Camera dei deputati rende omaggio all’onorevole Jole Santelli con questo volume, che raccoglie in ordine tematico i suoi interventi nelle sedi parlamentari e i suoi discorsi politici. Da questa pubblicazione emerge il ritratto di una donna forte e coraggiosa, orgogliosa dei propri valori e della propria identità, fortemente determinata nel voler interpretare il suo impegno in politica e nelle Istituzioni al servizio completo ed esclusivo della collettività. Prima donna a rivestire la carica di Presidente di Regione nella sua Calabria, la sua militanza politica, vissuta tra le fila di Forza Italia fin dalla fondazione, è stata intensa e coerente”.
Per il Presidente della Camera “È proprio la sua coerenza, insieme alla grande competenza e al forte senso del dovere, ad aver sempre suscitato sentimenti di profonda stima in coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerla e che ne hanno potuto apprezzare le doti professionali e umane, come pure la sua costante ricerca del dialogo. La giustizia, la sicurezza, l’immigrazione e le riforme costituzionali sono alcuni dei temi sui quali si è concentrata la sua attività politica. Ma è alle politiche per lo sviluppo del Mezzogiorno che Jole Santelli dedicherà tutte le sue energie, combattendo fino all’ultimo per dare un contributo alla sua terra. Sono convinto che questo volume contribuirà a una migliore conoscenza di un’importante testimone del confronto democratico e ad approfondire alcuni aspetti della storia politica e parlamentare degli ultimi decenni”.
Introduce e modera il dibattito Giancarla Rondinelli Giornalista TG1; poi intervengono Antonio Tajani, Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale; Alfredo Mantovano, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri; Marcello Pera, Presidente del Senato dal 2001 al 2006;e Luciano Violante, già Presidente della Camera dei Deputati e oggi Presidente Fondazione Leonardo – Civiltà delle Macchine
Non so se dietro questo libro ci sia lo zampino di Roberta e Paola Santelli, le sorelle che stravedevano per lei, ma chi ha immaginato un’operazione editoriale di questo tipo non avrebbe mai potuto immaginare forse di restituire ai lettori e ai vecchi amici di Jole un ritratto così vero e così completo di questa Donna di Stato.
Oserei dire che alla fine del volume ci sono delle foto di Jole Santelli che ci fanno toccare con mano un “universo” a molti sconosciuto, e che era l’universo dei rapporti internazionali e degli incontri di Stato che l’hanno vista diretta protagonista di primo piano quando Jole era ancora una ragazza, giovanissima, bellissima, quasi conturbante, ma il suo fascino lei lo ha conservato anche nei momenti più difficili della sua vita, quando il cancro ormai l’aveva inesorabilmente devastata.
Donna superba, regale, elegantissima, forte e determinata, che credeva nella politica come missione e come arte dell’impossibile. Sognatrice, filosofa, rivoluzionaria, per anni chi le stava vicino si è chiesto come potesse una con il suo temperamento e il suo carattere così rigoroso adattarsi alle stanze del potere, ma in realtà Jole aveva capito che fuori da quelle stanze nulla sarebbe stato possibile fare per la sua terra e per la sua gente, e si è adattata, si è mimetizzata sotto la sabbia, ha continuato a sorridere a tutti ma non ha mai smesso di chiedere per la sua gente e la sua terra natale le cose più impossibili da ottenere.
Straordinaria donna di Governo, come Sottosegretario di Stato alla Giustizia, profonda conoscitrice dei manuali di diritto e dei codici era diventata un consulente privilegiato per il suo partito e per lo stesso Silvio Berlusconi. E nella parte finale della sua vita anche grande Presidente della Regione Calabria,
Determinazione, qualità altissima delle sue conoscenze giuridiche, e una modestia nei comportamenti che travalicava ogni possibile metro di paragone. Ma tutto questo lo si coglie benissimo con mano guardando la foto che ogni Natale Jole Santelli si faceva fare con i figli dei dipendenti del suo dicastero a Via Arenula -erano gli anni di Roberto Castelli ministro della giustizia- per il tradizionale scambio di auguri.
La ricordo sempre con nostalgia e con immensa passione, perché Jole Santelli non conosceva mezzi termini. Se ti voleva bene, te lo dimostrava in tutte le maniere possibili e immaginabili. Se ti detestava, allora ti teneva lontano, e se ti vedeva all’orizzonte cambiava strada. In questo non conosceva mediazioni. Meravigliosa donna moderna.
“Cavallo di razza della politica italiana, Jole Santelli era magica- scrive Liria Ingallina nella prefazione al libro, che è una sintesi della storia politica di Jole Santelli, ma anche una dichiarazione di ammirazione verso di lei- Jole Aveva il potere di azzerare le distanze tra sé e gli altri, siano essi elettori, colleghi di partito o avversari. Con una competenza e un’umanità fuori dal comune riusciva ad instaurare un dialogo con il suo interlocutore, sempre e comunque. Portava in mente e nel cuore il consiglio ricevuto dallo zio e mentore, il leader socialista Giacomo Mancini, che quando Jole Santelli decise di candidarsi per la prima volta, le disse: «resta sempre te stessa e non ti fare travolgere dalle bufere”
Il suo momento di maggiore visibilità e notorietà nazionale fu quando Jole Santelli diventò sottosegretario alla giustizia, una stagione difficile per la storia del paese e che la sua vecchia e fedele assistente parlamentare, perché questo era stata per lei soprattutto Liria Ingallina- la racconta così: “Nel periodo in cui fu sottosegretario alla giustizia, oltre che dei temi più scottanti dell’agenda politica, si occupò di tematiche altrettanto importanti, anche se meno esposte alla luce dei riflettori. Con il suo pragmatismo e la sua umanità si occupò della problematica delle carceri”.
E in quella stagione cosi particolare la Calabria fu un pezzo importante dell’impegno istituzionale di Jole Santelli, che Liria Ingallina racconta in questo modo: “Nella sua amatissima regione, la Calabria, si fece parte proattiva nella ristrutturazione degli istituti penitenziari ma, al di là degli interventi di edilizia penitenziaria, essendo fermamente convinta della funzione rieducativa della pena, si fece promotrice di molti progetti allo scopo di avvicinare la realtà carceraria alla società civile e, soprattutto, di portare avanti l’idea del carcere come presidio dello Stato sul territorio. Sotto la vigile supervisione del sottosegretario Santelli gli istituti penitenziari calabresi divennero luoghi in cui vigeva il principio della dignità sia dei detenuti che scontano una pena, che degli agenti di polizia penitenziaria e degli amministrativi che lì lavorano.”
Vi dicevo delle foto. In una foto scattata a Napoli la vediamo seduta accanto al gotha della politica italiana del tempo, il Presidente Carlo Azeglio Ciampi, la moglie donna Franca Ciampi, Antonio Bassolino, e Rosario Priore. In un’altra è alla Inaugurazione dell’anno giudiziario presso la Corte Suprema di Cassazione accanto a Gianni Letta sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, in un’altra ancora a San Pietroburgo, giugno 2004, in occasione di un Incontro bilaterale Italia – Russia accanto al Ministro della Giustizia della Federazione russa, Yuri Chaika. Il 4 luglio 2004 è a Skopje, per un i incontro bilaterale Italia – Macedonia accanto al Segretario Generale del governo della Repubblica di Macedonia, Meri Mladenovska-Gjorgjieska,e il 24 settembre 2004 a Tirana per un Incontro dei Ministri della Giustizia dei Balcani occidentali sul tema della lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione. Sempre in prima linea e in prima fila, quasi una star della politica di quegli anni, c’è una foto per esempio che la ritrarre accanto a Giulio Andreotti e a Gianni Letta alla presentazione del libro “Senza radici” di Marcello Pera e Joseph Ratzinger. Eternamente sorridente, come in occasione della Visita all’istituto penitenziario di Regina Coeli a Roma, 26 gennaio 2005, accanto al ministro Antonio Guidi, ma anche con lo stesso Attorney General irlandese, Rory Brady, a Roma nel suo studio di Largo Arenula. Ancora a Roma, il 19 dicembre 2008, ricevuta dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, con il piccolo Antonino Laganá ferito per errore in un agguato di 'ndrangheta.
Jole Santelli non si fermava mai davanti a nulla. Ricordo che in una intervista bellissima fattale in Calabria dal giornalista Attilio Sabato, direttore di Teleuropa Network, a proposito del cancro che era diventato un suo coinquilino diceva che prima o poi l’avrebbe sconfitto, cosa che in realtà poi è avvenuta, perché lei è riuscita a volare in cielo ancora bella e solenne, e prima ancora che la malattia la riducesse all’impotenza.
Che peccato. La sua storia sembrava una favola moderna, se la guardavi da lontano e senza nessuna emozione personale ti sembrava una principessa d’altri tempi, quasi irraggiungibile, eternamente sognante, ed eternamente avvolgente.
Sarà Tiziana Maiolo forse a fare di lei il ritratto più vero, con un editoriale fortissimo sul giornale di Piero Sansonetti“ Il Riformista” nel giorno della sua scomparsa: “Jole aveva le idee chiare, separazione delle carriere, rottura dell’obbligatorietà dell’azione penale e della sua ipocrisia, riforma del Csm e quella della custodia cautelare. E un mostro da combattere, le “toghe rosse”, la versione ideologica anni Novanta di quel che sarà il “partito dei pm”. Nei nostri incontri c’era sempre un pezzetto di terra di Calabria. Un po’ per le mie origini paterne e un po’ per quel giro pazzo della regione più povera d’Italia che avevo percorso in quell’inizio del ’94 con Vittorio Sgarbi in una campagna elettorale difficile”.
Potremmo andare avanti all’infinito, ma questa volta abbiamo fatto una scelta precisa, che è quella di guardare per voi e insieme a voi le foto contenute in questo libro, ma in questo libro di Liria Ingallina non ci sono solo le foto di Jole Santelli, ci sono soprattutto i suoi discorsi ufficiali, le sue relazioni istituzionali, i suoi dossier più importanti, i suoi interventi in aula più difficili e più complessi, le sue dichiarazioni di principio e le sue motivazioni alle scelte di governo che l’hanno visto diretta protagonista di quella stagione politica, ci sono soprattutto le sue lectio magistralis sul diritto, che sono secondo noi il vero gioiello di questo saggio, e che da oggi in poi rimarrà un pezzo della storia della politica italiana nel Palazzo dove è nata la politica e dove ogni giorno cresce e si rafforza la nostra democrazia.
La sua foto forse più bella di questo saggio parlamentare è quella usata per il Francobollo commemorativo emesso da Poste Italiane, per la serie tematica “Il senso civico”, dove lei è davvero molto più simile ad una star del cinema che non invece ad una donna della politica, ma lei era così, e così la ricorderemo per sempre.
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