
- Prima Notizia 24
- Roma - Lunedì 2 Novembre 2026, 20:15
La politica italiana guarda alle Midterm americane: le posizioni tra tifo e cautela
Il centrosinistra spera nel riscatto dei Democratici, mentre il governo Meloni mantiene la distanza di sicurezza dal tycoon.
Tra tifoseria aperta e misurata cautela, la politica italiana osserva da vicino l'appuntamento con le elezioni di Midterm negli Stati Uniti, un passaggio elettorale seguito con attenzione da entrambi gli schieramenti parlamentari.
Nel campo del centrosinistra l'orientamento generale guarda con naturale favore alla causa del Partito Democratico americano, pur nella convivenza tra le differenti anime della coalizione.
La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha espresso auspicabilità per una flessione dei consensi dell'ex presidente repubblicano: "Penso e spero che Trump pagherà un prezzo alto alle prossime elezioni di Midterm, perché è un presidente che aveva promesso di mettere fine ai conflitti e di migliorare le condizioni economiche degli americani".
Se l'ala riformista del PD guarda al centro dell'alveo dem, la sinistra di Avs guarda con interesse alle figure dell'ala progressista come Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez, oltre ad amministratori locali e candidati dell'area della Left. Da parte sua, Matteo Renzi riconferma la vicinanza alla tradizione democratica più classica, citando come punti di riferimento figure storiche quali Kennedy, Clinton e Obama.
Sul versante del centrodestra prevale invece una linea di prudenza istituzionale. Dopo i momenti di tensione e il raffreddamento dei contatti tra le diplomazie, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha adottato un profilo diplomatico, come ricordato nelle sue recenti dichiarazioni: "Non mi pento di essere stata molto vicina al presidente Trump all’inizio del suo secondo mandato. Perché farlo significava difendere l’interesse nazionale", aggiungendo come "quella vicinanza è stata davvero utile e anche molto apprezzata da tanti governi europei perché ha aiutato a tenere aperto il dialogo euro-atlantico anche nei momenti di maggiore incomprensione e anche a ricondurre nel giusto ambito, quello della Nato, problemi complessi come la Groenlandia e la sicurezza dell’Artico. Tutte cose utili all’Italia, all’Europa e all’Occidente. Tutte cose che rivendico e che rifarei".
All'interno della maggioranza di governo, il ministro degli Esteri e leader di Forza Italia Antonio Tajani mantiene la rigida distinzione tra ruolo di governo e dibattito politico elettorale, mentre la Lega di Matteo Salvini ha progressivamente ridotto gli interventi diretti sulla politica interna americana, focalizzando l'attenzione sui dossier della politica estera europea ed euroasiatica.
Fuori dagli schemi della maggioranza si posiziona infine Roberto Vannacci, che sui propri canali social commenta gli scenari internazionali sollecitando un cambio di rotta sulle politiche energetiche e sui rapporti internazionali dell'Italia.
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