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- Roma - Lunedì 2 Novembre 2026, 20:20
Elezioni di Midterm negli USA: sondaggi favorevoli ai Democratici, Donald Trump al minimo dei consensi
Il presidente punta sulla campagna personalizzata ma il gradimento crolla al 36%. Sulla gara pesa il precedente storico che penalizza quasi sempre la Casa Bianca.
A poche ore dall'apertura delle urne per le elezioni di metà mandato del 3 novembre negli Stati Uniti, la mappa dei sondaggi delinea un quadro favorevole per il Partito Democratico.
Secondo i più recenti rilievi condotti a livello nazionale, la compagine dem si attesta intorno al 53% delle preferenze contro il 43% attribuito ai Repubblicani. Uno scenario di difficoltà riconosciuto, seppur implicitamente, dallo stesso Donald Trump, che dallo Studio Ovale ha ricordato come storicamente gli inquilini della Casa Bianca tendano a subire battute d'arresto nelle consultazioni intermedie.
La rilevazione promossa dal New York Times insieme all'Università di Siena evidenzia un crollo nell'indice di gradimento del presidente, sceso al 36% dei probabili elettori (con un 59% di giudizi negativi), dato che rappresenta il livello più basso mai registrato dall'istituto per l'attuale capo di Stato.
Sulla valutazione dell'operato presidenziale pesano principalmente l'andamento economico — con tre quarti degli intervistati che definiscono la situazione mediocre o pessima —, il rincaro del costo della vita, l'aumento della benzina oltre i 4 dollari al gallone e la gestione del conflitto in Iran, fattore di disapprovazione per il 65% del campione.
In base alle rilevazioni pubblicate da Politico e dalle analisi di PF Global, la scelta di Trump di accentrare su di sé la campagna elettorale sembra muovere l'elettorato in direzione opposta a quella auspicata dai Repubblicani: la motivazione a votare in chiave anti-presidenziale risulta infatti nettamente prevalente tra gli elettori democratici rispetto alla spinta a sostegno del presidente tra le file conservatrici, dove molti votanti preferiscono concentrarsi sulle sfide territoriali dei singoli candidati.
Parallelamente, un'indagine dell'istituto Gallup colloca economia, sanità e crisi medioevale con Teheran in cima alle priorità generali degli elettori, seguite da diseguaglianze distributive, carburanti, immigrazione e aborto.
L'eventuale ridimensionamento del partito di governo si inserisce peraltro in una costante storica consolidata. Stando ai dati dell'American Presidency Project, nelle 20 consultazioni di metà mandato celebrate dal 1946 a oggi, la forza politica espressione della presidenza ha perso seggi alla Camera dei Rappresentanti in 18 occasioni (pari al 90% dei casi), con sole due eccezioni registrate da Bill Clinton nel 1998 e George W. Bush nel 2002.
Ciononostante, editoriali e analisti pubblicati su testate come USA Today e The Hill invitano alla cautela nell'interpretazione dei dati, evidenziando le difficoltà metodologiche dei sondaggisti, l'incertezza legata all'affluenza e la presenza di Stati in bilico — tra cui Texas, Ohio e Iowa — che potrebbero smentire le proiezioni della vigilia.
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