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  • Prima Notizia 24
  • Roma - Lunedì 2 Novembre 2026, 20:05

Mercato dell'auto, ad ottobre immatricolazioni in crescita trainate da marchi cinesi e km zero: soffre Stellantis

Una vettura su tre è ibrida mentre le elettriche pure restano al 6,5%. Frena Fiat per lo stop produttivo della Pandina.

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Il mercato automobilistico italiano manda in archivio un mese di ottobre in segno positivo, ma con dinamiche interne che rivelano forti differenze tra i vari player del settore.

Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nel mese sono state immatricolate 131.921 autovetture, registrando un incremento del 4,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, a fronte di un bilancio cumulato nei primi dieci mesi dell'anno che sale dell'8,3% sfiorando quota 1,4 milioni di unità.

A spingere le vendite complessive non è però l'industria tradizionale, bensì l'avanzata dei costruttori cinesi, il ricorso agli sconti e la crescita delle auto-immatricolazioni a km zero.

In base alle analisi elaborate da Dataforce su dati del Ministero e dell'Aci, l'asse composto da BYD, SAIC, Chery e Leapmotor ha raggiunto una quota di mercato aggregata del 13,8%, più che raddoppiando le performance di ottobre 2025.

Un risultato tale da compensare la flessione degli altri marchi: senza l'apporto dei brand asiatici, il mercato nazionale avrebbe chiuso il mese in territorio negativo. BYD si attesta ormai al settimo posto nella classifica delle marche più vendute, superando MG, mentre proseguono la progressione Omoda e Jaecoo in un panorama che non riguarda più soltanto i modelli 100% elettrici.

In questo contesto Stellantis si conferma il primo gruppo in Italia pur registrando un arretramento del 5,5%, con una quota che scende al 24,2% comprensiva dell'apporto di Leapmotor (senza la quale il calo sfiorerebbe il 10%). Fiat mantiene il primato tra i singoli brand con un incremento del 5,4%, evidenziando tuttavia una decelerazione rispetto ai ritmi a doppia cifra dei mesi precedenti.

La frenata è attribuibile ai rallentamenti produttivi negli stabilimenti di Pomigliano e Mirafiori dovuti alla mancanza di componenti per la Pandina, una carenza che ha inciso negativamente per diverse migliaia di immatricolazioni con impatti stimati fino a dicembre.

Flessioni nell'ultimo mese si registrano anche per i gruppi Volkswagen e Renault, mentre Toyota mantiene il ritmo complessivo del mercato posizionandosi al vertice delle preferenze nel canale dei clienti privati.

Proprio i clienti privati continuano a rappresentare il canale trainante dell'anno, sebbene cresca parallelamente la quota delle auto-immatricolazioni di concessionarie e case madri (+12,8%, pari a circa 20mila veicoli, ovvero una vettura su sette immatricolate nel mese) e del noleggio a breve termine, a fronte di un calo del noleggio a lungo termine e dei flotte aziendali.

In merito alla reale consistenza delle cifre, il general manager di Dataforce Italia, Salvatore Saladino, ha rilevato la necessità di scindere la domanda effettiva dalle immatricolazioni tattiche destinate al raggiungimento dei target di volume.

Sul fronte delle motorizzazioni la scelta degli acquirenti privilegia la transizione graduale: la somma di full hybrid e plug-in hybrid raggiunge il 32% delle preferenze complessive, mentre le vetture elettriche a batteria (BEV), pur registrando progressi, non vanno oltre il 6,5% di quota.

Maggiori difficoltà emergono invece dal comparto dei veicoli commerciali leggeri, che chiude il mese con un calo del 10,5% appesantito dalla contrazione del noleggio a lungo termine.

Per l'intero anno 2026 le stime di Dataforce prevedono un consuntivo di 1,65 milioni di auto immatricolate (+7,4%), mentre le prime proiezioni sul 2027 ipotizzano un lieve ridimensionamento a quota 1,63 milioni.

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