La strage di Ustica. Troppi silenzi di Stato, troppe menzogne. Ora basta.
L’argomento principale di riflessione, di queste settimane, per i grandi giornali, inspiegabilmente, ma non troppo, è la vicenda del mig libico di cui ha parlato, intervistato da Simonetta Fiori, l’ex premer socialista Giuliano Amato, costretto ad ulteriori precisazioni, sempre su Repubblica.
di Gregorio Corigliano
Giovedì 07 Settembre 2023
Roma - 07 set 2023 (Prima Notizia 24)
L’argomento principale di riflessione, di queste settimane, per i grandi giornali, inspiegabilmente, ma non troppo, è la vicenda del mig libico di cui ha parlato, intervistato da Simonetta Fiori, l’ex premer socialista Giuliano Amato, costretto ad ulteriori precisazioni, sempre su Repubblica.

Giustamente, il dottor Sottile ha inteso sottolineare che lo ha fatto perché è giusto, a distanza di 43 anni, dare una risposta alle ansie e alle domande dei parenti delle ottantuno vittime dell’Itavia, il DC 9 abbattuto, sul quale aveva profuso ogni possibile energia il compianto Andrea Purgatori.

Sempre di bruciante attualità gli inconcepibili casi di femminicidio che si ripetono in maniera assai frequente dal Nord, al Sud, al Centro. E va bene. Perché, però, non si parla più di altri casi che hanno tenuto banco per settimane intere e che hanno chiamato in causa, anche in questi casi, la magistratura? Chi ha dimenticato il caso Larussa, che ha coinvolto il figlio del presidente del Senato e lo stesso esponente politico dei Fratelli d’Italia? Credo nessuno.

Eppure, il silenzio è calato, dopo intere paginate sui grandi giornali, a partire da Repubblica, Corriere della Sera e Stampa. Sembrava che dovesse venir giù una valanga di notizie, dopo che la seconda carica dello Stato si era affrettato, nelle immediatezze della vicenda – lo stupro di una collega dell’Apache Larussa junior- a difendere il figlio. Anche dopo approfondite indagini era emerso che la ragazza sarebbe stata drogata e che si era lì lì per saperne di più, ed invece nulla.

Anche lo stesso illustre esponente politico, si era detto convinto di avere commesso una leggerezza nel commentare ed assolvere il figlio trovato nella sua abitazione. Il silenzio, almeno fino ad oggi, ha vinto.

Certo la magistratura vuole i suoi tempi, giustamente. E del caso Steccato di Cutro? Novantasette vittime per le quali si era commossa, giustamente, tutta l’Italia e la Calabria. Era stato fatto il possibile per salvarle? Questo il busillis. Si era perfino riunito il Consiglio dei ministri in Calabria per i provvedimenti del caso. La (non) visita alle bare a Crotone della presidente del Consiglio, l’imbarazzante conferenza stampa con tutti i ministri accanto cosa, di concreto, ha prodotto?

Anche di questa vicenda, la procura della Repubblica era intervenuta per dire che, a breve (quanto?) sarebbe venuta fuori la verità sull’impegno delle forze dell’ordine e degli organi deputati alla salvezza in mare. A tutt’oggi, invece, il silenzio più nero.

Ed ancora. C’è stato anche un caso Santanchè, il ministro del turismo del governo in carica, che sarebbe coinvolta in uno scandalo- fallimento di una delle sue società, Visibilia, mi pare, che avrebbe portato a non assolvere a adempimenti formali, anche nei confronti dello Stato, a parte la verità sull’indagine a carico della stessa esponente politica. Un dibattito in Parlamento, a questo punto, fine a sé stesso o no?

E siamo a tre casi non di colpevolezza ma che sono diventati quelli che gli americani chiamano “cold case”, ancora coperti da punti interrogativi.

C’è, ancora, il caso Delmastro, il sottosegretario alla giustizia, per il quale il Gip di Roma ha chiesto, com’è noto, l’imputazione coatta perché accusato di rivelazione di segreti d’ufficio nel caso Cospito.

Ed il tentativo del ministro Nordio di cancellare il concorso esterno in associazione mafiosa, giustamente bloccato dalla presidente Meloni? Bisogna aspettare le elezioni europee per aver indicazioni o, almeno, per essere informati?

Un interrogativo che chi ha una normale memoria si pone. Ho posto il problema a Posta e risposta di Francesco Merlo. 


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