
- Prima Notizia 24
- Dal nostro corrispondente a Bangkok - Mercoledì 8 Luglio 2026
La Thailandia e le prospettive di investimento in uno scenario complesso
Attualmente la Thailandia vive una fase economico-finanziaria difficile da decifrare. Nelle parole di Davide Bellino, General Manager DIACRON, i fattori positivi e negativi vengono messi a confronto
di Francesco Tortora
La Thailandia sta vivendo -in economia e finanza- una fase storica alquanto complessa e difficile da decifrare.
Apparentemente, nell'ultimo scorcio temporale, il tutto ha acquisito la veste di stagnazione.
Nel frattempo, altri Paesi d'Asia, anche nell'alveo dell'ASEAN cui la Thailandia appartiene, vivono una certa vivacità in ascesa come il Vietnam o mantengono le proprie posizioni di particolare rilevanza internazionale come l'Indonesia.
Ne parliamo con Davide Bellino, General Manager di Diacron Thailandia, responsabile dell'ufficio di Bangkok e del coordinamento delle attività nel Sud-Est asiatico. Specializzato in internazionalizzazione d’impresa, costituzione societaria, compliance normativa e gestione amministrativa e fiscale. In precedenza, ha ricoperto ruoli analoghi in Medio Oriente e in India presso il Gruppo Diacron.
Può illustrarci quali compiti svolge Diacron nei Paesi dove ha sede e nello specifico in Thailandia dove oggi risiede e lavora?
“Diacron affianca le imprese nei processi di internazionalizzazione, dalla fase di ingresso nei mercati esteri alla gestione operativa locale, con un’offerta integrata in ambito societario, contabile e fiscale. Supporta i clienti nella costituzione e riorganizzazione all’estero, curando l’insediamento nel rispetto delle normative locali. Gestisce in outsourcing la funzione contabile, dalla tenuta della contabilità alla reportistica, e contribuisce all’ottimizzazione dei processi attraverso analisi periodiche. Offre inoltre consulenza fiscale, sia nazionale che internazionale, affiancando le imprese nella pianificazione e nella gestione degli adempimenti e delle tematiche transfrontaliere.
Nel caso specifico della Thailandia, Diacron gestisce i servizi contabili, la reportistica finanziaria, la financial review, la tesoreria e l’amministrazione del personale. Affianca i clienti nella consulenza fiscale e nei servizi societari, come la costituzione di entità giuridiche, inclusa l’assistenza per l’ottenimento della promozione BOI e della Foreign Business License, oltre ai servizi per gli espatriati e alla gestione dei permessi di lavoro. Cura inoltre l’ingresso nel mercato e gli studi di fattibilità, offre consulenza sulla normativa locale e coordina operazioni multi-giurisdizione nel Sud-Est asiatico”.
Attualmente l'economia thailandese sta vivendo una fase di stasi, gli indici di sviluppo sono fermi, stante la congerie di fattori negativi sui mercati internazionali dettata dalla conflittualità in Medio Oriente ed il conseguente aumento dei prezzi del petrolio che -a cascata- si riflette poi sui costi dei trasporti, delle merci e derrate, etc. Cosa si può consigliare ai potenziali investitori che decidano di intraprendere ora una attività imprenditoriale in Thailandia?
“La Thailandia, ancor oggi, offre prospettive potenzialmente positive per gli investitori stranieri per vari motivi come il costo della manodopera locale, il livello di istruzione e soprattutto la rete di infrastrutture che caratterizzano l'intero Paese, elemento di particolare rilevanza, soprattutto se lo si mette a confronto con lo stato attuale delle infrastrutture in Paesi viciniori, compresi quelli in ascesa come il Vietnam.
Un fattore importante e particolarmente impattante circa le decisioni degli investitori che intendano investire in Thailandia, è che vengono spesso ridisegnate le volontà politiche locali, secondo quanto cambia lo scenario politico thailandese. Il combinato disposto relativo allo scenario politico spesso in aperto contrasto con quello precedente e la mancanza, in generale, di una vera e propria programmazione di medio-lungo periodo, conduce a un panorama nebuloso, confuso ed altrettanto spesso contraddittorio.
Bisogna però considerare che -ancora oggi- la Thailandia è hub di riferimento per un'ampia imprenditoria straniera di rilevanza internazionale, come il settore automotive, dove noti marchi automobilistici giapponesi hanno da lungo tempo installato propri impianti produttivi, esempio seguito poi da marchi occidentali.
In questo tessuto, che trova il proprio baricentro nel Corridoio Economico Orientale tra le province di Chonburi e Rayong, la presenza italiana si è col tempo radicata e diversificata, articolandosi sull'automotive e sul motociclistico, con i sistemi frenanti, gli pneumatici e la componentistica in gomma, sul metalmeccanico e sull'impiantistica siderurgica, sul packaging e sulle relative tecnologie di processo, e su un comparto elettronico in crescita che arriva sino al collaudo dei semiconduttori. Si tratta tanto di grandi gruppi a presenza storica e consolidata, con organici che in alcuni casi superano il migliaio di addetti, quanto di piccole e medie imprese giunte in loco al seguito dei propri committenti per presidiarne le filiere produttive. Proprio per la sua posizione geo-strategica, la Thailandia gode di un ruolo particolarmente appetito nel contesto d'area ASEAN, ma anche agli occhi degli investitori stranieri esterni all'area”.
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