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  • Roma - Giovedì 10 Settembre 2026

Lavoro, report Istat 2021-2026: cresce l'occupazione (+4,4%), spinta da lavoratori anziani e contratti stabili

Negli ultimi cinque anni si registrano 1,6 milioni di lavoratori in più. Calano inattività e disoccupazione, ma pesa il fattore demografico sui giovani.

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Tra il mese di luglio 2021 e il mese di luglio 2026 il mercato del lavoro italiano ha mostrato una costante traiettoria d'espansione. Secondo le rilevazioni diffuse dall'Istat nel suo ultimo bilancio quinquennale, il tasso di occupazione ha registrato una crescita di 4,4 punti percentuali, corrispondente a circa 1 milione e 600 mila occupati in più sul territorio nazionale.

Parallelamente, si sono ridotti sia il tasso di disoccupazione (-3,4 punti, pari a 787 mila persone in cerca di impiego in meno) sia il livello di inattività (-2,4 punti, con una contrazione di 1 milione e 50 mila inattivi).

L'incremento dei posti di lavoro è stato trainato prevalentemente dai lavoratori più anziani e dal consolidamento dei contratti a tempo indeterminato. Nel segmento di popolazione compreso tra i 50 e i 64 anni l'occupazione è salita di 7,8 punti percentuali, in concomitanza con una forte riduzione dell'inattività (-6,3 punti).

L'Istituto di statistica evidenzia come questo andamento risenta dell'invecchiamento demografico: l'aumento effettivo degli occupati tra i 50-64enni è stato del 18,0%, quota che scenderebbe al 13,0% se depurata dall'effetto dell'innalzamento dell'età media della popolazione.

Al contrario, la fascia dei 35-49enni segna un calo grezzo degli occupati del 3,6%, trasformandosi in un saldo positivo del 5,9% al netto della componente demografica. Per quanto riguarda il segmento giovanile (15-24 anni), a fronte di una decisa flessione del tasso di disoccupazione (-8,6 punti), si sono registrati una leggera contrazione dell'occupazione (-1,2 punti) e un aumento dell'inattività (+4,1 punti).

Un fenomeno che l'Istat riconduce principalmente all'innalzamento dei percorsi di istruzione e al conseguente posticipo dell'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.

Dal punto di vista delle tipologie contrattuali, la crescita nell'arco dei cinque anni è stata sostenuta in modo continuativo dai dipendenti permanenti, confermando una progressiva stabilizzazione dell'occupazione.

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