Ultim’ora

Primo Piano

  • Prima Notizia 24
  • Roma - Mercoledì 17 Giugno 2026

Legge elettorale, Tajani: "Si va verso un accordo complessivo senza preferenze"

Nonostante i distinguo di Fratelli d'Italia, pronti a dare battaglia in Assemblea con appositi emendamenti, il leader azzurro blinda il testo attuale escludendo modifiche al meccanismo delle liste bloccate.

Condividi questo articolo

La discussione parlamentare sui futuri assetti del sistema di voto nazionale si arricchisce di un tassello, che evidenzia le diverse sfumature strategiche esistenti in seno alla maggioranza di governo.

Interpellato a margine delle interrogazioni a risposta immediata nell'aula della Camera dei deputati, il segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, ha voluto fare il punto sullo stato dell'arte della proposta di legge elettorale, confermando l'orientamento volto a escludere il meccanismo della scelta nominativa dei candidati sulle schede.

Il capo della Farnesina ha smorzato i toni del confronto, richiamando l'esistenza di un'intesa di massima tra i partner della coalizione per mantenere l'impianto originario del documento normativo, pur non mostrando alcuna preoccupazione personale per un eventuale ritorno al voto di preferenza: "Io sono sempre stato eletto con le preferenze quindi non mi spaventano, ma mi pare ci sia un accordo complessivo per non inserirle, quindi si va in quella direzione".

Rispetto ai dubbi sollevati dalle posizioni ministeriali e alle indiscrezioni circa le imminenti contromosse della delegazione guidata da Fratelli d'Italia — che ha preannunciato il deposito di modifiche mirate durante l'esame in assemblea — il ministro ha ribadito la conformità dell'azione azzurra con i testi depositati nelle commissioni referenti: "C'è una pdl sostenuta dal mio partito" in cui "non ci sono le preferenze".

La partita definitiva si giocherà dunque nel perimetro parlamentare, dove la dialettica tra le forze politiche potrebbe rimettere in discussione gli equilibri pattuiti. Tajani ha comunque concluso il suo intervento riaffermando il rispetto per le prerogative democratiche delle Camere, pur blindando l'attuale convergenza politica sul provvedimento: "L'Aula è sovrana, vedremo quello che succede. Il testo della legge non le prevede e noi siamo d'accordo".

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

iscriviti alla newsletter PN24

Ricevi aggiornamenti, notizie, direttamente sulla tua casella email iscrivendoti alla newsletter settimanale Prima Notizia 24.

Iscriviti