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La vera grande novità letteraria dell’anno legata a Carmine Abate è l’uscita in questi giorni dell'edizione americana del suo primo romanzo “Il ballo tondo” mentre il 25 ottobre uscirà l’audiolibro sulla piattaforma Audible del “Paese felice”, letto dall’attore Alessio Talamo (l’io narrante) e da Carmine Abate (il noi narrante).
L’edizione americana de “Il Ballo Tondo”, anche questo edito tanti anni fa da Mondadori, ha come nuovo titolo “The Round Dance”, romanzo tradotto dal prof. Michelangelo La Luna, italianista tra i più ammirati e apprezzati negli Stati Uniti, oggi insegna presso il Dipartimento di Lingue Moderne e Classiche dell’Università del Rhode Island, ma anche lui come Carmine Abate figlio della terra d’Arberia.
La prefazione è invece del prof. Francesco Altimari, accademico e illustre docente universitario di lingua albanese dal giorno in cui è nata di fatto l’Università della Calabria. Un tris d’assi, insomma, che ora si prepara a conquistare il mercato letterario americano.
La chicca sulla ciliegina servita dal grande Carmine Abate è la copertina dell’edizione americana, appositamente disegnata da un altro illustre figlio arbereshe, il pittore Franco Azzinari, meglio conosciuto come “Il pittore del vento” e che ripropone anche qui la magia dei suoi colori e dei meravigliosi campi fioriti della sibaritide.
«Sono affascinato dalle rapsodie: sono storie tutta polpa, veloci e leggere, piene di metafore semplici ma efficaci». E’ proprio partendo da questa dichiarazione di Carmine Abate, posta alla fine dell’edizione Mondadori, che il Ballo tondo va letto. Scritto all’inizio degli anni Novanta (1991) questo primo romanzo contiene in nuce già tutti i tratti fondamentali della produzione dello scrittore: innanzitutto l’attenzione alla propria terra e alle tradizione del suo popolo, alla cultura arberësche, che ingloba elementi albanesi e calabresi in un sistema che si fa armonico forse proprio in virtù dei forti contrasti che in essa si conciliano.
L’idea che il romanzo veicola è che in quelle antiche credenze popolari, nelle favole e nelle leggende, ci sia sempre un fondo di verità, una verità ancestrale e illeggibile a chi ormai si è irrimediabilmente allontanato da un certo tipo di contatto puro con la gente e con la vita.
Hora è un paese della Calabria dove vive un’antica comunità arbëreshe e il tempo, le persone, gli avvenimenti grandi e piccoli sembrano avvolti in un’atmosfera magica. È qui che Costantino Avati cresce e riscopre nella visione dell’aquila bicipite il passato mitico della sua gente e le radici del suo presente inquieto. Attorno a lui tanti, indimenticabili personaggi: il padre, impetuoso e malinconico, emigrato in Germania; la madre, custode di un segreto rovello; le due sorelle con le loro tormentate storie d’amore; la romana Isabella, che fa palpitare il cuore adolescente di Costantino; il maestro forestiero, cacciatore di sogni e ricordi; il misterioso rapsodo di Corone; e soprattutto il nonno, ironico e saggio, ultimo depositario di un’epoca e di un mondo che vanno scomparendo. Amato e acclamato esordio italiano di Carmine Abate, Il ballo tondo è uno struggente romanzo di formazione, pieno di storie visionarie, comiche e poetiche che hanno la forza dell’epopea; ma anche una vicenda corale di ampio respiro che mescola realtà e leggenda, mito e cronaca, tradizione e modernità, vita e sogno.
Che dire di più? In bocca al lupo al nostro Carmine Abate per questo ennesimo successo internazionale.
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