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  • Roma - Giovedì 2 Luglio 2026

ll Vaticano dichiara lo scisma dei lefebvriani: "Fuori dalla comunione della Chiesa". Ai fedeli: "Non partecipate alle loro celebrazioni"

Dopo le consacrazioni episcopali senza il mandato del Papa, la Santa Sede certifica ufficialmente la rottura con la Fraternità San Pio X. Dichiarati illeciti i sacramenti amministrati dai sacerdoti lefebvriani e invalidi confessioni e matrimoni.

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Dopo quasi quarant'anni di tentativi di dialogo, la Santa Sede ha dichiarato ufficialmente che la Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX), nota anche come movimento lefebvriano, è fuori dalla piena comunione con la Chiesa cattolica. La decisione arriva all'indomani delle consacrazioni di quattro nuovi vescovi celebrate a Écône, in Svizzera, senza il mandato pontificio, un gesto che il diritto canonico considera una gravissima violazione dell'autorità del Papa. Con un decreto firmato dal prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, il cardinale Víctor Manuel Fernández, il Vaticano afferma che si è ormai configurato formalmente il delitto di scisma, certificando una frattura che, secondo la Santa Sede, si è consumata nel momento stesso delle consacrazioni episcopali.

Decenni di dialogo senza risultati

Nel documento la Santa Sede ripercorre il lungo cammino di confronto avviato fin dagli anni di Paolo VI e proseguito durante i pontificati successivi. "Dai tempi di San Paolo VI fino agli ultimi colloqui, svoltisi recentemente presso questo Dicastero, i molteplici tentativi di ricondurre gli aderenti al movimento iniziato da monsignor Marcel Lefebvre alla piena comunione con la Chiesa cattolica si sono rivelati vani". Secondo il Vaticano, la situazione si è definitivamente aggravata quando la Fraternità ha deciso di procedere ugualmente con la consacrazione dei nuovi vescovi nonostante gli appelli di Papa Leone XIV e gli avvertimenti del Dicastero per la Dottrina della Fede.

Cosa sono i lefebvriani

La Fraternità Sacerdotale San Pio X è stata fondata nel 1970 dall'arcivescovo francese Marcel Lefebvre, contrario alle riforme introdotte dal Concilio Vaticano II. Il movimento contesta alcuni dei principali cambiamenti della Chiesa contemporanea, tra cui la celebrazione della Messa nelle lingue nazionali, il dialogo ecumenico con le altre confessioni cristiane e il confronto con le altre religioni. I lefebvriani continuano a celebrare esclusivamente la liturgia tradizionale in latino e sostengono di voler preservare la dottrina cattolica precedente al Concilio. La rottura con Roma risale al 1988, quando Lefebvre consacrò quattro vescovi senza l'autorizzazione di Giovanni Paolo II, provocando una gravissima crisi ecclesiale che portò alla scomunica dei protagonisti dell'atto. Negli anni successivi Benedetto XVI aveva revocato quelle scomuniche nel tentativo di favorire una riconciliazione, mentre Papa Francesco aveva concesso alcune limitate facoltà pastorali, come la possibilità di confessare validamente in casi specifici. Tuttavia la Fraternità non è mai rientrata pienamente nella comunione con la Chiesa cattolica.

Il nuovo decreto va oltre il passato

La decisione annunciata oggi rappresenta uno dei provvedimenti più severi adottati dal Vaticano negli ultimi decenni. Il decreto stabilisce che i sacerdoti appartenenti alla Fraternità San Pio X sono da considerarsi nello scisma e che la loro posizione canonica è incompatibile con la piena appartenenza alla Chiesa cattolica. La Santa Sede ribadisce inoltre che il rifiuto dell'autorità del Pontefice costituisce un vero e proprio atto scismatico. "Tale disobbedienza, che porta con sé un rifiuto pratico del Primato romano, costituisce un atto scismatico", si legge nel decreto.

Cosa cambia per sacerdoti e fedeli

Il provvedimento distingue la posizione del clero da quella dei fedeli laici. Per sacerdoti e ministri della Fraternità le conseguenze canoniche sono immediate. Per i laici, invece, la scomunica riguarda soltanto coloro che aderiscono formalmente alla Fraternità, condividendone consapevolmente la rottura con la Chiesa. La semplice partecipazione occasionale a una celebrazione non comporta automaticamente la scomunica, anche se il Vaticano invita con forza ad evitarla.

Confessioni e matrimoni dichiarati invalidi

Uno degli aspetti più rilevanti del decreto riguarda la validità dei sacramenti. Secondo la Santa Sede, i sacerdoti lefebvriani amministrano i sacramenti in modo illecito. Il Dicastero precisa inoltre che le confessioni celebrate dai sacerdoti della Fraternità e i matrimoni da loro assistiti devono essere considerati invalidi, segnando un netto cambiamento rispetto ad alcune concessioni pastorali degli anni scorsi.

L'appello finale ai cattolici

Pur adottando una linea di grande fermezza, il Vaticano lascia aperta la porta alla riconciliazione. Nel decreto viene infatti ribadita la disponibilità ad accogliere quanti desiderino tornare nella piena comunione ecclesiale. Nel frattempo saranno i nunzi apostolici a trasmettere ai vescovi di tutto il mondo le indicazioni operative per affrontare i casi pastorali che potranno presentarsi nelle diocesi. L'ultima raccomandazione è rivolta direttamente ai fedeli: non partecipare alle celebrazioni organizzate dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X, per evitare di alimentare una frattura che, dopo decenni di tentativi di dialogo, la Santa Sede considera ormai formalmente sfociata nello scisma

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