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  • Campobasso - Lunedì 18 Maggio 2026

Madre e figlia avvelenate: ripresi gli interrogatori a Campobasso, continuano gli accertamenti sulle chat

Sotto la lente della Squadra Mobile i messaggi online sulla ricina, oggi pomeriggio verrà riascoltato l'infermiere della flebo.

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Le indagini sul drammatico e ancora avvolto nel mistero giallo di Pietracatella fanno registrare una nuova e intensa accelerazione.

Sono ripresi ufficialmente questa mattina, presso gli uffici della Questura di Campobasso, gli interrogatori programmati per fare piena luce sulla morte di Antonella Di Ielsi e di sua figlia Sara Di Vita, decedute lo scorso dicembre a causa di un letale avvelenamento da ricina. Gli investigatori della Squadra Mobile hanno ascoltato per diverse ore alcuni parenti stretti delle due vittime, cercando di ricostruire le ultime settimane di vita delle donne e la fitta rete di dinamiche familiari.

Il calendario dei confronti investigativi prevede un passaggio chiave nel pomeriggio: su esplicita richiesta del legale che tutela uno dei medici attualmente iscritti nel registro degli indagati, gli inquirenti torneranno ad ascoltare l'infermiere che si era recato nell'abitazione di Pietracatella per somministrare una flebo alle due donne.

Resta invece ancora da fissare la data per il nuovo faccia a faccia con Laura Di Vita, cugina di Gianni Di Vita (rispettivamente marito e padre delle vittime), la cui posizione rimane un elemento di forte interesse per chi coordina l'inchiesta.

Parallelamente alle audizioni di testimoni e parenti, l'attività della Procura si sta concentrando sul fronte digitale. Gli esperti informatici della polizia giudiziaria stanno portando avanti meticolosi accertamenti su una serie di chat di rete incentrate proprio sul tema della ricina. I messaggi e le conversazioni online, andati avanti per diversi mesi, sono ora al viglio degli inquirenti, impegnati a decifrare l'identità dei partecipanti e a stabilire se tali scambi telematici sul pericoloso veleno abbiano un reale e determinante valore probatorio per la risoluzione del caso.

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