"Soltanto pochi giorni fa Giorgia Meloni ripeteva la litania di un'economia italiana che cresce più di quella dei principali partner europei. Dati alla mano, complice una legge di Bilancio su cui c'è scritto 'austerità', il M5s ha immediatamente dimostrato l'ennesima menzogna di un presidente del consiglio ormai sempre più a metà strada tra manipolazione e disperazione".
Così, in un post su Facebook, la senatrice del M5S e Vicepresidente di Palazzo Madama, Mariolina Castellone.
"Oggi arriva la prima pagina del 'Sole 24 Ore', non proprio giornale pentastellato, dal titolo inequivocabile: 'Pil 2024, Italia ultima nell'area euro'. Naturalmente non ci aspettiamo che Meloni, Giorgetti e compagnia mettano la faccia su quest'ennesimo fallimento, il più grave in assoluto, quello di un Paese riconsegnato alla stagnazione.
Così come non hanno messo la faccia sul capitolo finale della pantomima che si stava consumando da tre mesi a questa parte sul salario minimo, con la proposta di legge voluta dal M5s, e condivisa dalle opposizioni, rispedita ieri in Commissione alla Camera.
Quando governo e maggioranza decidono di metterci la faccia è solo per manipolare, mistificare, mentire. Come quando il presidente del consiglio, parlando di una spesa sanitaria prevista per il 2024 a 136 miliardi di euro, ha avuto il coraggio di dire che rappresenta il record storico di stanziamenti, come se fosse stata solo lei a mettere in campo quella cifra, che in realtà è il frutto dei finanziamenti di tutti i governi precedenti. La spesa sanitaria in termini assoluti aumenta tutti gli anni.
Ogni governo, ogni volta, a suo modo fissa un 'record' di finanziamento della sanità. Il tema non è se aumenta di un po' il finanziamento in termini assoluti, ma di quanto aumenta. E soprattutto conta il volume della spesa sanitaria in rapporto al Pil, unico parametro osservato anche da Ocse ed Fmi per dimostrare quanto uno Stato investe davvero per superare i gap del passato, le sperequazioni territoriali, per valorizzare il lavoro del personale medico e recuperare gli enormi costi dell'inflazione.
L'anno prossimo la Meloni farà risprofondare il rapporto al 6,4 per cento, dal 7,1 per cento che Il governo Conte II e il M5s avevano lasciato in eredità nel 2021, agganciando la media europea. Messa in questa prospettiva, l'unica economicamente corretta, Meloni e Giorgetti stanno infliggendo al Paese un definanziamento rispetto al 2021 di circa 15 miliardi. Nel frattempo il Paese è fermo, in attesa che il governo ci dica di chi è la colpa: dei benzinai, della brigata Wagner, della Bce, del superbonus...", ha concluso la senatrice.
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