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  • Roma - Martedì 19 Maggio 2026

Mar Rosso, unità della Marina in navigazione verso Suez: la fregata Marceglia scorta i cacciamine "Crotone" e "Rimini"

I due cacciamine specializzati, partiti dalla Sicilia e diretti all'hub logistico di Gibuti, transitano nel Mediterraneo orientale protetti dalla nave ammiraglia dell'operazione "Mediterraneo Sicuro". Il dispiegamento operativo segue gli allarmi del ministro della Difesa Guido Crosetto sulle tensioni nei colli di bottiglia energetici mondiali.

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Le forze navali italiane consolidano la propria presenza nei quadranti marittimi sensibili del Medioriente. Il gruppo cacciamine della Marina Militare, composto dalle unità “Crotone” e “Rimini”, è attualmente in navigazione aperta nel Mediterraneo orientale, diretto verso il Canale di Suez.

Il trasferimento avviene sotto la scorta ravvicinata della fregata multiruolo “Antonio Marceglia”, che ricopre il ruolo di nave ammiraglia (flagship) dell'operazione nazionale “Mediterraneo Sicuro”.

A darne l'annuncio ufficiale è stata la stessa forza armata attraverso i propri canali social, pubblicando le immagini delle tre navi da guerra in navigazione di conserva e documentando la cerimonia dell'ammaina bandiera solenne celebrata dagli equipaggi durante il transito.

Il movimento della flotta rende operativo lo scacchiere strategico delineato nei giorni scorsi dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, in risposta alla forte instabilità geopolitica che minaccia le rotte mercantili tra il Mar Rosso, il Golfo Persico e lo Stretto di Hormuz.

I cacciamine “Crotone” e “Rimini”, unità navali della classe Gaeta, sono scafi specialistici progettati esclusivamente per la localizzazione, l'identificazione e la distruzione di mine marine e ordigni esplosivi subacquei. Si tratta di strumenti di importanza cruciale nei moderni scenari di guerra ibrida, dove il rischio di sabotaggi occulti alle infrastrutture sottomarine e il minamento delle rotte commerciali rappresentano una minaccia concreta per l'approvvigionamento energetico globale.

La protezione dei due cacciamine è affidata alla fregata “Antonio Marceglia”, unità di prima linea della classe Fremm (Fregate Europee Multi-Missione). La nave coordina i dispositivi di sorveglianza e sicurezza marittima nell'ambito di “Mediaterraneo Sicuro”, la missione nazionale attiva dal 2015 per vigilare sui flussi migratori, contrastare i traffici illeciti e proteggere le piattaforme estrattive e gli interessi economici italiani nel bacino del Mediterraneo centrale e orientale.

L'itinerario tracciato dal ministero della Difesa prevedeva una prima fase di rischieramento logistico dei cacciamine nei porti della Sicilia, propedeutica alla partenza definitiva verso la base di Gibuti, lo storico hub di supporto avanzato per i contingenti italiani nel Corno d'Africa.

Nelle sue comunicazioni istituzionali, il ministro Crosetto ha ricordato che unità con queste specifiche caratteristiche strutturali non possono muoversi isolate all'interno di un teatro di conflitto conclamato, confermando l'intenzione del governo di inserire i cacciamine italiani all'interno di una cornice di cooperazione multinazionale per salvaguardare il diritto alla libera navigazione internazionale.

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