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- Roma - Giovedì 18 Giugno 2026
Maradona torna in vita grazie all'IA in una pubblicità di scommesse: esplode la polemica in Argentina
Diego Maradona riemerge grazie a un spot pubblicitario realizzato con intelligenza artificiale, suscitando polemiche in Argentina sull'uso della sua immagine.
A quasi sei anni dalla sua scomparsa, Diego Armando Maradona è tornato sotto i riflettori in una forma del tutto inedita. Il leggendario campione argentino è infatti protagonista di uno spot pubblicitario realizzato con l'intelligenza artificiale per promuovere una piattaforma di scommesse online. Un'iniziativa che ha immediatamente acceso il dibattito in Argentina, dividendo l'opinione pubblica tra chi considera legittimo l'utilizzo della sua immagine e chi, invece, lo ritiene un oltraggio alla memoria del fuoriclasse.
Il ritorno virtuale del Pibe de Oro
Nello spot, realizzato per il sito di scommesse BetWarrior, compare una versione digitale e ringiovanita di Maradona. Il campione appare come ai tempi del Mondiale di Messico 1986, quando trascinò l'Argentina alla conquista del titolo mondiale. Guardando direttamente in camera, il clone digitale pronuncia una frase destinata a richiamare lo spirito combattivo che ha sempre caratterizzato la sua carriera: "Se il mondo vuole venire a tagliarci le gambe, gli mostreremo che qui giochiamo con le palle". La pubblicità è stata pensata per essere trasmessa durante le pause per l'idratazione previste nelle partite dei Mondiali del 2026 e porta il titolo "People with Balls", ovvero "Persone con le palle".
Le critiche sui social: "Diego non lo avrebbe mai fatto"
La campagna pubblicitaria ha generato una forte reazione sui social network e sui media argentini. Molti utenti hanno contestato non tanto l'utilizzo dell'intelligenza artificiale quanto il fatto che l'immagine di Maradona venga associata a un'attività legata al gioco d'azzardo. Tra i commenti più diffusi compaiono definizioni come "deplorevole", "pericoloso" e "una totale mancanza di rispetto per la sua memoria". Altri hanno sottolineato come, secondo loro, il campione argentino non avrebbe mai accettato in vita di diventare il volto di una campagna pubblicitaria per le scommesse online. L'indignazione è stata amplificata dal delicato contesto sociale argentino, dove il fenomeno della ludopatia continua a destare crescente preoccupazione.
Il problema del gioco d'azzardo tra i giovani
Le polemiche si inseriscono in un dibattito già molto acceso nel Paese sudamericano. Secondo dati citati dai media argentini e da un rapporto dell'Unicef, una quota significativa di adolescenti ha già avuto esperienze con il gioco d'azzardo, nonostante la pratica sia vietata ai minori di 18 anni. Per molti osservatori, l'utilizzo di una figura iconica come Maradona rischia di rendere ancora più attrattivo il settore delle scommesse, soprattutto agli occhi delle nuove generazioni.
L'autorizzazione degli eredi
Dal punto di vista legale, però, la situazione appare più chiara. L'avvocato Fernando Burlando, che rappresenta Dalma e Gianinna Maradona nelle vicende giudiziarie legate alla morte del padre, ha spiegato che la pubblicità sarebbe stata autorizzata dagli eredi del campione. Oltre a Dalma e Gianinna, tra gli eredi riconosciuti figurano anche Diego Junior, Jana e Diego Fernando. L'autorizzazione della famiglia consente quindi l'utilizzo commerciale dell'immagine del campione, almeno sotto il profilo dei diritti patrimoniali.
Il dibattito etico sull'uso dell'intelligenza artificiale
La vicenda ha però aperto una riflessione più ampia che va oltre gli aspetti giuridici. Tra le voci più critiche c'è quella dell'avvocato Juan Gustavo Corvalán, direttore del Laboratorio di Innovazione e Intelligenza Artificiale della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Buenos Aires e co-direttore del programma Legal Tech dell'Università Austral. Secondo il giurista, la questione non può essere ridotta alla semplice autorizzazione concessa dagli eredi. "Cosa succede quando gli eredi autorizzano l'uso di un'immagine, ma il clone digitale ultrarealistico offende una comunità, distorce una memoria collettiva o degrada l'immagine di una persona che non è più in grado di difendersi?", si è chiesto.
Maradona oltre i diritti di immagine
Per Corvalán, il caso Maradona rappresenta un esempio emblematico delle sfide che l'intelligenza artificiale pone alla società contemporanea. "Maradona non era un cittadino qualunque. Era un emblema, un simbolo emotivo, culturale e popolare per milioni di persone", ha osservato il giurista. Secondo questa interpretazione, quando si parla di personaggi che hanno segnato la storia di un Paese, il tema non riguarda soltanto la proprietà dell'immagine o gli accordi economici tra gli eredi e le aziende. La vera domanda, sostiene Corvalán, è se ogni utilizzo autorizzato possa essere considerato automaticamente legittimo anche dal punto di vista etico e culturale.
Un precedente destinato a far discutere
Il caso dello spot con il Maradona generato dall'intelligenza artificiale potrebbe rappresentare uno dei primi esempi di un fenomeno destinato a diventare sempre più frequente. La tecnologia consente ormai di ricreare in modo estremamente realistico personaggi scomparsi, restituendo voce, espressioni e movimenti quasi indistinguibili da quelli reali. Resta però aperto il dibattito su chi debba stabilire i limiti di questo utilizzo e fino a che punto sia giusto trasformare figure che appartengono all'immaginario collettivo in strumenti commerciali. Nel caso di Maradona, il consenso degli eredi non è bastato a spegnere le polemiche. Anzi, ha riacceso una discussione che coinvolge memoria, etica, tecnologia e responsabilità sociale, temi destinati a diventare sempre più centrali negli anni a venire.
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