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  • Roma - Giovedì 18 Giugno 2026

Pablo Iglesias nel mirino dei lavoratori della sua Taberna: accuse di turni massacranti e maltrattamenti

Pablo Iglesias è al centro di polemiche per accuse di violazioni dei diritti dei lavoratori nella Taberna Garibaldi, riaccendendo il dibattito sulla sua figura.

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Nuova bufera in Spagna attorno a Pablo Iglesias, fondatore di Podemos ed ex vicepresidente del governo. L'ex leader della sinistra radicale è finito al centro di una polemica dopo le accuse mosse da alcuni lavoratori della Taberna Garibaldi, locale di Madrid di cui è socio. Le denunce parlano di presunte violazioni dei diritti dei dipendenti, straordinari non pagati, turni estenuanti e comportamenti vessatori sul posto di lavoro. Le accuse, rilanciate da diversi media vicini all'area conservatrice, hanno riacceso il dibattito sulla distanza tra la retorica politica della sinistra e la gestione concreta delle attività imprenditoriali riconducibili ai suoi esponenti più noti.

Le denunce del sindacato CNT

A portare il caso all'attenzione dell'opinione pubblica è stata la Confederación Nacional del Trabajo (CNT), storica organizzazione anarco-sindacalista spagnola.Secondo il sindacato, all'interno della Taberna Garibaldi, situata nel quartiere Lavapiés di Madrid, alcuni dipendenti avrebbero subito "ripetute violazioni dei diritti fondamentali del lavoro". Tra le contestazioni figurano giornate lavorative che, secondo le denunce, arriverebbero a superare le 14 ore, oltre a straordinari che non sarebbero stati adeguatamente retribuiti. La CNT sostiene inoltre che alcuni lavoratori sarebbero stati costretti a operare in un clima caratterizzato da pressioni continue e comportamenti offensivi.

"Urla e umiliazioni durante il lavoro"

Secondo quanto riportato nelle denunce sindacali, durante i momenti di maggiore affluenza del locale sarebbero frequenti episodi di tensione. I lavoratori parlano di urla, commenti denigratori e atteggiamenti umilianti da parte della gestione. Contestazioni che assumono un peso particolare considerando l'immagine pubblica di Iglesias, da sempre associata alla difesa dei diritti sociali e dei lavoratori. Il sindacato denuncia inoltre la mancata risposta della proprietà alle richieste di pagamento di presunti arretrati salariali e a una più chiara definizione delle mansioni svolte dal personale.

Le accuse sul protocollo contro la violenza di genere

Tra i punti sollevati dalla CNT compare anche una questione particolarmente delicata. Secondo il sindacato, la proprietà avrebbe rifiutato di adottare un protocollo specifico contro la violenza di genere nonostante le richieste avanzate dai lavoratori. Un'accusa che ha suscitato ulteriore clamore proprio perché Iglesias è stato per anni uno dei principali sostenitori delle politiche femministe all'interno della sinistra spagnola. In un messaggio pubblicato sui social, la CNT ha attaccato apertamente la gestione del locale. "Finché il divario tra retorica e realtà rimarrà insostenibile, di fronte a datori di lavoro che affermano di gestire l'ultimo baluardo del proletariato, noi difendiamo i diritti delle lavoratrici", ha scritto il sindacato.

La replica della Taberna Garibaldi

La proprietà del locale ha respinto con fermezza tutte le accuse. In un comunicato diffuso attraverso i propri canali social, la Taberna Garibaldi sostiene che le contestazioni provengano sostanzialmente da una sola dipendente iscritta alla CNT e attualmente assente dal lavoro per malattia. La società afferma inoltre che eventuali problemi interni sono sempre stati affrontati e risolti attraverso il dialogo con il personale e con i responsabili amministrativi del locale. "Non accettiamo che la notorietà di uno dei soci venga sfruttata per perseguire interessi estranei ai nostri", si legge nella nota diffusa dalla proprietà.

Le ombre su Canal Red

Le polemiche che coinvolgono Iglesias non si limitano però alla Taberna Garibaldi. Negli ultimi mesi anche alcuni ex dipendenti di Canal Red, l'emittente fondata dall'ex leader di Podemos, hanno denunciato presunti episodi di maltrattamenti, discriminazioni e persecuzioni sindacali. Le accuse sono state raccolte nel documentario "Romper el bloque", diretto da Iago Prada e diffuso attraverso YouTube. Tra le testimonianze più dure figura quella di Sergio Gregori, tra i fondatori dell'emittente e successivamente licenziato. "Non ti trattano come un essere umano; ti trattano come feccia", sostiene Gregori nel documentario, descrivendo un ambiente lavorativo caratterizzato da forti tensioni e da presunte molestie.

La risposta dell'emittente

Anche Canal Red ha respinto ogni accusa. L'emittente ha definito le dichiarazioni dell'ex collaboratore come una forma di ritorsione personale maturata dopo la conclusione del rapporto professionale. Secondo la versione fornita dall'azienda, l'allontanamento di Gregori sarebbe stato determinato da divergenze politiche emerse nel periodo della separazione tra Podemos e Sumar, la formazione guidata da Yolanda Díaz.

Dalla politica alla ristorazione

Classe 1978, Pablo Iglesias Turrión è stato uno dei protagonisti della politica spagnola dell'ultimo decennio. Professore di Scienze Politiche presso l'Università Complutense di Madrid, ha fondato Podemos nel 2014, trasformando in breve tempo il movimento nato dalle proteste degli indignados in una delle principali forze politiche del Paese. Dopo l'ingresso nel governo di coalizione guidato dal Partito Socialista, ha ricoperto il ruolo di vicepresidente e ministro per i Diritti Sociali e l'Agenda 2030. Nel 2021 lasciò l'esecutivo per candidarsi alla guida della Comunità di Madrid contro la leader conservatrice Isabel Díaz Ayuso. La pesante sconfitta elettorale lo spinse ad annunciare il ritiro dalla politica attiva. "Lascio la politica di partito e istituzionale", dichiarò allora, spiegando di essere diventato un bersaglio costante dello scontro politico.

Una nuova polemica che riaccende il dibattito

Le accuse rivolte oggi alla Taberna Garibaldi rischiano di riaprire il confronto pubblico sulla figura di Iglesias e sul rapporto tra principi politici e gestione concreta delle attività economiche. Al momento non risultano decisioni giudiziarie sulle contestazioni mosse dai lavoratori e le parti mantengono posizioni diametralmente opposte. Tuttavia, il caso continua a far discutere in Spagna, alimentando uno scontro politico e mediatico che coinvolge uno dei personaggi più controversi e influenti della sinistra spagnola degli ultimi anni.

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