
- Prima Notizia 24
- Massa Carrara - Martedì 9 Giugno 2026
Massa (Ms): aggressione sul lavoro, operaio chiede gli stipendi arretrati e viene picchiato dal titolare a calci e pugni
La denuncia della Cgil solleva il velo sulla situazione d'emergenza nell'indotto nautico apuano. L'uomo, un 49enne, a fronte della richiesta delle mensilità di aprile e maggio, si è visto offrire appena 300 euro sui 2.200 spettanti. Ferma condanna della Regione Toscana con il presidente Giani: "L'aggressore va condannato pesantemente, non merita di essere definito imprenditore".
La legittima richiesta della propria retribuzione si trasforma in un'aggressione brutale tra le mura aziendali, riaccendendo i riflettori sulle derive dello sfruttamento occupazionale.
La Cgil ha denunciato un gravissimo episodio di violenza consumatosi all'interno di un'impresa del comparto nautico a Massa (Massa Carrara), dove un operaio è stato preso a calci e pugni dal proprio datore di lavoro soltanto per aver sollecitato il saldo delle spettanze arretrate. I fatti risalgono allo scorso 1 giugno.
Il dipendente, un uomo di 49 anni, si era rivolto al titolare della ditta per riscuotere le mensilità regolarmente maturate nei mesi di aprile e maggio. Di fronte alle richieste del lavoratore, l'imprenditore avrebbe risposto formulando la proposta di corrispondere una quota irrisoria, pari a soli 300 euro a fronte dei 2.200 euro complessivamente dovuti.
Davanti alle immediate rimostranze dell'operaio, il titolare ha reagito con inaudita violenza fisica, scagliandosi contro di lui. Stando alla ricostruzione diffusa dall'organizzazione sindacale, soltanto il tempestivo intervento di due operai dipendenti da un'altra ditta, presenti sul posto, ha permesso di placare la furia dell'aggressore in attesa del sopraggiungere delle pattuglie della Polizia di Stato.
La vittima, dopo aver sporto formale denuncia, è stata accompagnata al pronto soccorso cittadino, dove i medici hanno riscontrato contusioni multiple giudicate guaribili con una prognosi di sette giorni.
L'episodio ha sollevato l'immediata e dura presa di posizione dei rappresentanti sindacali locali, che intravedono nel caso la punta di un iceberg ben più profondo e strutturale: “La situazione negli appalti e nei subappalti del comparto nautico è fuori controllo”, ha denunciato con fermezza Nicola Del Vecchio, segretario generale della Cgil apuana.
Il leader sindacale ha evidenziato come non si tratti di una criticità isolata: “Già lo scorso settembre mi sono recato personalmente alla Guardia di finanza per denunciare l'accaduto a due lavoratori che si erano rivolti a noi a seguito della grave situazione di sfruttamento lavorativo che li riguardava. Una situazione che non è assolutamente limitata, ma rappresenta purtroppo una condizione diffusa sul nostro territorio in questo comparto”.
Sul grave fatto di cronaca sono intervenuti con una nota congiunta anche il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, e l'assessore regionale al lavoro, Alberto Lenzi, esprimendo piena solidarietà al quarantanovenne e invocando il pugno duro contro i responsabili: “Chiunque si renda autore di violenze su un lavoratore che chiede legittimamente di vedere pagato il proprio stipendio va condannato pesantemente e non merita di essere definito imprenditore”.
I vertici di Palazzo Strozzi Sacrati, auspicando che le autorità competenti facciano rapidamente piena luce sull'accaduto, hanno chiesto un cambio di passo radicale a tutti i livelli istituzionali e datoriali: “Occorre una riflessione seria da parte del mondo delle imprese e dei diversi livelli istituzionali sui meccanismi distorsivi generati dal sistema degli appalti e dei subappalti e sui fenomeni di sfruttamento lavorativo”. Giani e Lenzi hanno quindi individuato nella carenza di personale ispettivo uno dei nodi centrali da sciogliere per garantire la legalità nei luoghi di lavoro: “Servono controlli e lo Stato deve impegnarsi per aumentare gli organici, attualmente insufficienti, degli Ispettorati del lavoro”.
Una necessità ritenuta non più rinviabile per arginare condotte che ledono l'intera economia sana della regione: “E' quanto mai opportuno un ragionamento su certi modi di fare impresa che rischiano di infangare l'intera categoria degli imprenditori”, dal momento che “il caso di violenza che si è verificato a Massa non è purtroppo un fatto isolato in Toscana, come si riscontra dalle cronache, e troppe volte negli ultimi tempi abbiamo assistito a episodi che hanno calpestato duramente la dignità e la civiltà del lavoro”.
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