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- Roma - Giovedì 11 Giugno 2026
Meloni alla Camera: "Pieno sostegno all'Ucraina, la nostra linea non cambia"
A Montecitorio la premier ribadisce il pieno sostegno all'Ucraina e la necessità di un mediatore unico europeo per trattare con Mosca. Linea dura sul Medio Oriente: condanna totale degli attacchi alla missione Unifil, richieste di sanzioni contro i coloni violenti e il ministro israeliano Ben Gvir, e avvertimenti all'Iran sullo Stretto di Hormuz. Sul fronte della difesa, l'Italia si presenta al vertice Nato con il 2,8% del Pil.
Istituzioni e ministri chiave si sono riuniti a Montecitorio per ascoltare la relazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, attesa nel pomeriggio anche al Senato, in preparazione del prossimo Consiglio europeo del 18 e 19 giugno. Al centro del discorso, la ferma posizione italiana sul conflitto nell'Est Europa e la necessità che l'Unione Europea assuma un ruolo diplomatico più incisivo e autonomo, pur mantenendo salda l'alleanza con Washington. La premier ha chiarito la postura del governo: "Sosteniamo la difesa dell'Ucraina, la nostra linea non cambia. Sostenere Kiev e mantenere la pressione su Mosca rappresenta ancora oggi l'unico modo per aprire una stagione negoziale. Per questo sosteniamo il ventesimo pacchetto di sanzioni europee".
Per sbloccare lo stallo diplomatico, la premier ha rilanciato una proposta strategica per dare più forza negoziale a Bruxelles: "Sostengo da tempo la necessità di individuare una figura autorevole investita della fiducia e del mandato di tutti gli Stati membri per portare il punto di vista dell'Europa ed è in questa direzione che continuo a lavorare".
L'inquilina di Palazzo Chigi ha poi voluto tracciare i confini della cooperazione con gli Stati Uniti, specificando che l'Occidente deve muoversi allineato, ma senza che i partner europei deleghino interamente le scelte cruciali per il proprio continente: "Dobbiamo contribuire a costruire le condizioni della pace, lavorando, insieme ai nostri alleati, a solide garanzie di sicurezza per l'Ucraina e a una nuova architettura di sicurezza europea che possa assicurare stabilità nel lungo periodo. Obiettivo per il quale è, chiaramente, indispensabile preservare l'unità euro-atlantica e rafforzare il coordinamento tra Europa e Stati Uniti. Sfida non sempre facile, ma necessaria. Solo che coordinamento non significa delega. In qualsiasi scenario di pace serio tra Ucraina e Russia, diverse condizioni dipendono dall'Europa, riguardano l'Europa, impattano sull'Europa. Ed è l'Europa a doverle negoziare".
La premier ha poi espresso ferma condanna per l'atteggiamento della Russia, giudicando inaccettabili le incursioni nei cieli europei e atlantici causate dalla complessità della situazione sul campo di battaglia: "Gli ultimatum rivolti a Kiev e le ripetute violazioni dello spazio aereo dell'Unione europea e della Nato, che hanno addirittura coinvolto obiettivi civili in Romania" sono "comportamenti inaccettabili, che l'Italia ha condannato e condanna con fermezza".
Ampio spazio è stato dedicato alla fiammata di tensioni nell'area mediorientale. Meloni ha espresso parole durissime a difesa dei contingenti di pace internazionali posizionati sul confine libanese: "Ogni attacco contro Unifil, il suo personale, le sei basi e le sue missioni è inaccettabile. Li abbiamo condannati senza ambiguità e continueremo a farlo. Chi colpisce e minaccia Unifil colpisce la comunità internazionale".
La premier ha confermato che l'Italia manterrà un ruolo di mediazione e responsabilità senza entrare direttamente nelle ostilità, ma esigendo il pieno rispetto del diritto internazionale e della sicurezza delle rotte marittime globali: "E' inaccettabile qualsiasi tentativo di alterare unilateralmente le regole di transito nello stretto" con "logiche di ricatto", Hormuz "non riguarda solo Hormuz" e dunque "serve una risposta ferma e responsabile della comunità internazionale".
Un passaggio cruciale ha riguardato la revisione dei rapporti con Tel Aviv e il sostegno a provvedimenti restrittivi contro gli esponenti radicali del governo israeliano, stigmatizzando le frizioni con i rappresentanti italiani: "L'Italia intende sostenere misure contro coloro che come i coloni violenti fomentano l'odio e l'estremismo. Come il ministro Ben Gvir che abbiamo chiesto di sanzionare dopo l'inaccettabile comportamento nei confronti di cittadini italiani. Approfitto per rispedire al mittente le dichiarazioni che lo stesso ministro ha fatto, inaccettabili per l'Italia e poco dignitose per Israele".
Proprio per via dei complessi scenari bellici regionali, il dibattito a Bruxelles dovrà ridefinire l'approccio diplomatico globale dell'Unione: "Non soltanto per quanto avviene in Libano, ma anche per la situazione a Gaza e in Cisgiordania, è chiaro che il Consiglio europeo dovrà riflettere sulla direzione delle relazioni tra l'Unione europea e Israele. Su questo, mi piacerebbe, una volta tanto, che ci fosse qui un confronto capace di andare oltre l'enfasi della polemica facile, che produce certamente un ritorno immediato in termini di visibilità, ma non riflette l'importance strategica che il tema ha per l'Italia".
In vista dell'imminente vertice del G7 a Evian, la premier ha anticipato che si confronterà con il presidente statunitense Donald Trump per coordinare la pressione internazionale su Teheran, modulando le sanzioni europee a seconda della condotta della Repubblica islamica: "Il Vertice del G7 di Evian della settimana prossima rappresenterà un'occasione importante per confrontarci con i nostri partner - a partire, chiaramente, con il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump - sulle prospettive di questa crisi, così come di quella in Ucraina e sulle iniziative necessarie per consolidare ogni possibile progresso diplomatico. Successivamente al Consiglio europeo, lavoreremo affinché l'Unione esprima una posizione comune, seria, credibile.
L'Europa ha gli strumenti per dire la sua, a partire dal regime sanzionatorio. Se l'Iran dimostrerà con i fatti di voler tornare su un percorso serio, verificabile e costruttivo, l'Europa dovrà essere pronta ad accompagnare quel percorso con un alleggerimento graduale e reversibile, ma anche rapido, delle sanzioni. Se invece Teheran continuerà sulla strada sbagliata — minacciare la libertà di navigazione, attacchi, sostegno a milizie, violazione degli obblighi internazionali — allora l'Unione europea dovrà essere pronta a rafforzare la pressione, anche attraverso nuove misure mirate".
Sul fronte dei bilanci interni e della difesa, l'Italia rivendica l'allineamento ai parametri internazionali richiesti dall'Alleanza Atlantica: "Sulla difesa siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità e lo ribadiremo al vertice Nato, dove l'Italia si presenterà con il 2,8% del Pil investito in difesa e sicurezza. Segnalo un aumento dello 0,71%, garantito però soprattutto dalle spese legate alla sicurezza sul proprio territorio".
Infine, una nota di politica economica interna legata alle trattative con la Commissione Europea per sbloccare fondi e dare ossigeno al tessuto produttivo e sociale del Paese: "Con pragmatismo, nelle prossime settimane provvederemo a definire, in stretto raccordo con la Commissione europea, un paniere di misure finanziabili grazie alla flessibilità che abbiamo ottenuto. E questo consentirà, tra l'altro, di alleggerire il bilancio nazionale e di avere più risorse per sostenere le famiglie e le imprese in questa difficile congiuntura".
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