Migranti, Lampedusa: naufraga imbarcazione, un morto
34 persone salvate da un peschereccio. 819 le persone sbarcate nelle ultime 24 ore.
(Prima Notizia 24)
Lunedì 24 Aprile 2023
Agrigento - 24 apr 2023 (Prima Notizia 24)
34 persone salvate da un peschereccio. 819 le persone sbarcate nelle ultime 24 ore.
Non si fermano gli sbarchi di migranti all'isola di Lampedusa: durante la scorsa notte, una piccola imbarcazione di 7 metri, partita dal porto tunisino di Sfax con a bordo più di 50 persone, è naufragata nella zona Sar italiana, al largo delle coste siciliane.

34 persone sono state tratte in salvo da un peschereccio, mentre una persona è morta. I superstiti e la salma sono stati portati a Lampedusa dalla Capitaneria di Porto.

Si cercano eventuali dispersi: le persone tratte in salvo hanno fatto sapere che mancano circa 20 profughi.

Nell'arco delle ultime 24 ore si sono verificati 21 sbarchi, con 819 persone arrivate sull'Isola e portate all'hotspot locale, che è al collasso, con 2.000 ospiti a fronte di una capienza di 350 posti. Gli sbarchi, quasi tutti partiti da Sfax, sono avvenuti dopo uno stop durato 4 giorni.

Altre due imbarcazioni sono naufragate nelle acque di Lampedusa: nel primo naufragio, la Capitaneria di Porto ha tratto in salvo 42 persone, tra cui 5 donne e 3 bambini. Stando alle testimonianze, tre persone sarebbero disperse. Sempre la Capitaneria di Porto ha salvato altre 36 persone, di cui 8 donne e 3 bambini, dal naufragio di un'altra imbarcazione, in cui è morta una giovane donna, il cui cadavere è stato recuperato.

La nave Astral di Open Arms, inoltre, ha soccorso un'imbarcazione, con a bordo 47 persone, tra cui anche una donna in stato di gravidanza: “Naufragio! Soccorsa barca con 47 persone a bordo, tra cui una donna incinta in condizioni severe, diversi bambini tra cui uno piccolo. Stipati per 2 giorni in un guscio metallico che è sprofondato davanti ai nostri occhi. Al sicuro su Astral ora verso Lampedusa”, ha twittato Open Arms. “Sono stati stipati per 2 giorni in un guscio metallico che è sprofondato davanti ai nostri occhi”, ha proseguito.

Partito venerdì per monitorare la situazione nel Mediterraneo centrale, il veliero è arrivato stamani in acque internazionali. “Continue le segnalazioni di imbarcazioni in pericolo e bisognose di assistenza”, fa sapere Open Arms in una nota. “Ci siamo diretti inizialmente verso un target che ci veniva indicato come un possibile naufragio, ma siamo stati poi informati che la Guardia Costiera italiana era già in zona mentre MRCC Roma ci chiedeva di dirigerci verso un’altra imbarcazione in condizione di pericolo a 3 miglia nautiche dalla nostra posizione”.

“Ci siamo trovati di fronte una barca di metallo di circa 8-9 metri in pessime condizioni con una cinquantina di persone a bordo, dopo aver distribuito i giubbotti salvagente, la barca è letteralmente affondata davanti ai nostri occhi. La barca era partita da Sfax ed era in mare da due giorni. Le persone sono state tutte soccorse dai nostri soccorritori e messe al sicuro a bordo di Astral. In questo momento a bordo del nostro veliero si trovano dunque 47 persone, tra cui 6 donne, di cui una all’ottavo mese di gravidanza e diversi bambini, tra cui un bimbo di 8 mesi. Tutte le persone sono provate fisicamente e hanno bisogno di assistenza immediata, il nostro veliero si sta dirigendo verso il porto di Lampedusa, assegnato dalle autorità”, ha continuato l'Ong.

“Durante la notte appena trascorsa e sino ad ora, dal solo flusso tunisino, sono state soccorse ben 35 imbarcazioni che hanno portato al salvataggio di circa 1.200 persone, tutte sbarcate a Lampedusa, tra questi eventi si annoverano 3 naufragi, su cui hanno operato assetti italiani della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza.

Il primo si è verificato nelle acque SAR italiane, a circa 20 miglia dall’isola di Lampedusa, da cui risultano disperse 3 persone; il secondo, in acque SAR maltesi, i cui superstiti segnalano circa 20 dispersi; il terzo, anch’esso in area maltese, su cui non si registrano dispersi anche se uno dei naufraghi è stato recuperato privo di vita”, rende noto la Guardia Costiera, precisando che in mare ci sarebbero circa 20 imbarcazioni.

In zona operano aerei e navi di Guardia Costiera, Guardia di Finanza, Frontex e una nave di una Ong.

Nel pomeriggio, 75 persone sono state tratte in salvo dalla nave Geo Barents, al largo delle coste libiche. Tra loro, ci sono 40 bambini e 13 donne. E' quanto rende noto, in un tweet, Medici Senza Frontiere. "75 persone, tra cui 40 minori e 13 donne, sono state avvistate dai nostri team su una barca di legno in difficoltà in acque internazionali al largo della #Libia. Il soccorso è iniziato immediatamente e adesso sono tutti e tutte al sicuro a bordo della #GeoBarents", scrive Msf.

“Senza gli sforzi di navi civili, queste persone sarebbero potute annegare. Questa è la nostra risposta alle micidiali politiche di dissuasione dell’immigrazione sostenute dall’UE – dall’Italia e da Malta”, fa sapere l'Ong.

Sulla spiaggia di Sabratha, in Libia, la Mezzaluna Rossa libica ha rinvenuto i corpi di almeno 34 migranti, deceduti il 19 aprile nel naufragio di una barca con a bordo almeno 48 persone. A renderlo noto è la stessa Mezzaluna Rossa libica, precisando che i deceduti sono in gran parte provenienti dall'Africa Subsahariana. I cadaveri sono stati portati all'obitorio dell'ospedale di Sabratha, per completare i procedimenti legali del caso.

La Guardia Costiera tunisina ha rinvenuto 31 cadaveri in decomposizione al largo delle coste di Sfax, Mahdia e Gabes. A renderlo noto è il portavoce della Guardia Nazionale della Tunisia, Houcem Eddine Jebabli, ripreso dall'agenzia Tap. Tra i morti, prosegue Jebabli, ci sono anche 2 donne e 2 minori e, stando alle priime analisi, sarebbero di persone provenienti dall'Africa Subsahariana.

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