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  • Milano - Lunedì 19 Ottobre 2026, 16:50

Milano: i negozi del lusso chiudono per paura di nuovi disordini

Il "Movimento 17 ottobre" rilancia le proteste mentre la Procura chiede il carcere per i primi fermati. Il sindaco Sala: "Momento delicato, il danno di immagine è enorme".

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A quarantotto ore dalle scene di guerriglia urbana che hanno sconvolto il centro di Milano, nel quadrilatero della moda prevalgono paura e prudenza. Marchi della moda e dell'alta gioielleria come Chanel, Hermès, Pomellato e Goyard hanno preferito mantenere le saracinesche abbassate lungo via Montenapoleone e via Manzoni, presidiate dalle camionette delle forze dell'ordine, mentre i commercianti rimasti aperti valutano ora per ora l'evolversi della situazione.

La tensione resta elevata anche a causa degli annunci comparsi sui canali social. La neonata sigla "Movimento 17 ottobre" ha infatti lanciato una "mobilitazione permanente ogni sabato" dalle piattaforme Instagram e Telegram, incitando alla protesta contro le istituzioni e rivendicando i recenti saccheggi come "espropri proletari". Parallelamente, nelle chat e tra le frange antagoniste sono stati diffusi volantini contenenti veri e propri vademecum operativi volti a fornire indicazioni su come eludere i controlli di polizia, evitare l'identificazione e gestire gli eventuali interrogatori in caso di arresto.

Nel frattempo, il bilancio delle forze dell'ordine parla di 14 agenti feriti e 271 persone accompagnate in questura, tra cui ben 220 minorenni e decine di giovani di seconda generazione. La Procura di Milano, guidata da Marcello Viola, ha già richiesto la convalida dei fermi e la custodia cautelare in carcere per undici maggiorenni accusati a vario titolo di resistenza, devastazione e saccheggio — reato che prevede fino a 15 anni di reclusione — mentre si lavora all'analisi dei filmati di videosorveglianza per identificare altri responsabili.

Sul fronte istituzionale e cittadino, il sindaco Giuseppe Sala ha visitato le aree colpite assieme al generale di Confcommercio Marco Barbieri, esprimendo vicinanza agli esercenti e sottolineando che "scene del genere sono inaccettabili, ma Milano si sta già rimboccando le maniche". Da Confcommercio si stima che i danni materiali abbiano ormai raggiunto il milione di euro, ai quali si aggiungono le ingenti perdite economiche derivanti dai mancati incassi e dal boom di disdette negli alberghi e nei ristoranti da parte dei turisti stranieri.

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