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- Milano - Giovedì 30 Luglio 2026
Milano rilancia il dialogo tra i popoli: al Mind prende il via il World Meeting della Parola e della Comunicazione
Tra istituzioni, mondo accademico e rappresentanti religiosi, Milano diventa un laboratorio permanente di confronto: un'iniziativa ispirata ai valori dell'Unesco e della Fratellanza Umana.
Costruire ponti attraverso le parole in un'epoca segnata da conflitti, polarizzazioni e profonde trasformazioni sociali. È questo l'obiettivo del World Meeting del Dialogo, della Parola e della Comunicazione Socio-Umanitaria tra i Popoli, inaugurato al MIND – Milano Innovation District nell'ambito del Milano Latin Festival, primo appuntamento di un percorso che culminerà il prossimo 12 ottobre a Palazzo Reale di Milano con un incontro internazionale dedicato al ruolo della comunicazione nella promozione della pace, dell'inclusione e della fraternità.
La manifestazione riunisce rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, della cultura, delle professioni e delle confessioni religiose per riflettere sul valore della parola come strumento capace di favorire il dialogo e la comprensione reciproca.
Tra i protagonisti dell'apertura Biagio Maimone, Direttore della Comunicazione della Fondazione Bambino Gesù del Cairo ETS, presieduta da Monsignor Yoannis Lahzi Gaid, già Segretario personale di Papa Francesco. Nel suo intervento ha posto l'accento sulla responsabilità culturale ed etica della comunicazione. "La qualità della comunicazione determina la qualità della convivenza. Oggi abbiamo bisogno di parole che sappiano unire e non dividere, che favoriscano l'incontro invece della contrapposizione e che restituiscano dignità alle persone", ha affermato Maimone.
Secondo il direttore della comunicazione della Fondazione, informare significa anche contribuire alla costruzione di una società più giusta, nella quale la parola diventi uno strumento di responsabilità, educazione e pace. Un richiamo che si inserisce, ha ricordato, nel solco del magistero di Papa Francesco e dell'invito di Papa Leone XIV a promuovere una cultura dell'incontro.
Ad aprire i lavori è stato anche Héctor Villanueva, Direttore del Salone delle Nazioni del Milano Latin Festival, Vicepresidente della Federazione Eurandina e promotore dell'Expo dei Popoli, delle Culture e della Solidarietà. Villanueva ha evidenziato come il confronto tra culture rappresenti una risorsa strategica per il futuro delle società contemporanee, sottolineando il contributo delle comunità internazionali e dei nuovi cittadini alla crescita culturale ed economica del Paese.
Sul valore dell'educazione e dell'ascolto è intervenuta Diana De Marchi, Consigliera comunale di Milano e Presidente della Commissione Pari Opportunità e Diritti Civili, che ha ribadito l'importanza di formare le nuove generazioni al rispetto reciproco e alla capacità di comunicare in modo costruttivo. Il tema dell'ascolto è stato sviluppato anche da Marcello Guadalupi, Presidente della Fondazione Commercialisti di Milano, che ha richiamato il ruolo delle professioni nella costruzione di rapporti fondati sulla fiducia, sulla trasparenza e sulla responsabilità sociale. Un contributo di respiro internazionale è arrivato infine da Nabil Bougarech del gruppo Allatra, che ha posto l'attenzione sulla tutela dei diritti umani e sulla necessità di rafforzare la cooperazione tra i popoli come risposta alle sfide globali.
La tre giorni milanese proseguirà con ulteriori incontri ai quali prenderanno parte rappresentanti delle istituzioni, del mondo politico, accademico e religioso, tra cui Nidia Paulino Valdez, Don Augusto Bonora, Paolo Romano, Federico Bottelli, Juan Carlos Castrillón, Pierfrancesco Maran, Mohamed Radwan Khawatmi e Javier Espichán. Il progetto si ispira ai principi della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, ai valori promossi dall'UNESCO e al Documento sulla Fratellanza Umana firmato ad Abu Dhabi, riaffermando il dialogo come fondamento della convivenza civile e della cooperazione internazionale. Promosso da Héctor Villanueva e Biagio Maimone, con la collaborazione dell'UNAR e il coinvolgimento di numerose istituzioni, associazioni ed enti impegnati nella promozione dei diritti umani, il World Meeting punta a trasformare Milano in un laboratorio permanente di confronto tra culture e popoli, con l'ambizione di riaffermare il valore della parola come strumento di pace, responsabilità e coesione sociale.
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