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  • Roma - Martedì 19 Maggio 2026

Modena, Renzi: "Ho firmato un'interrogazione a Piantedosi, i cittadini meritano la verità"

Il leader di Italia Viva interviene nel dibattito sulla folle corsa dell'auto in centro storico a Modena e chiede chiarimenti al Viminale sul funzionamento dei protocolli di monitoraggio web: "Perché stavolta non è scattato nonostante la chiusura dei profili?".

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Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, interviene con decisione sulla drammatica vicenda dell'auto lanciata a tutta velocità contro la folla nel centro storico di Modena.

Attraverso la sua consueta Enews, l'ex presidente del Consiglio ha delineato una netta posizione politica e istituzionale, annunciando un'azione ispettiva parlamentare rivolta direttamente al ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, per fare piena luce su eventuali falle nei sistemi di tracciamento e prevenzione dei soggetti ritenuti socialmente pericolosi.

Il senatore ha voluto aprire la sua riflessione ponendo l'accento sulla dimensione umana dell'accaduto e rivolgendo un ringraziamento a chi si è speso nelle prime delicate fasi dell'emergenza: “A proposito di sicurezza: fa molto discutere la vicenda Modena, ovviamente. Il primo messaggio è la solidarietà ai feriti e la gratitudine ai soccorritori. Il secondo è più politico: ho firmato una interrogazione al ministro Piantedosi per capire se c’è stato qualche errore di sottovalutazione”, ha scritto l'ex premier. 

Entrando nel merito dei quesiti posti al Viminale, il capo politico di Iv ha richiamato i precedenti accordi strutturati in passato con le grandi multinazionali del web per monitorare le minacce alla sicurezza, evidenziando anomalie procedurali nel caso del trentunenne arrestato: “Ai nostri tempi c’era un protocollo con Facebook-Meta per individuare subito potenziali soggetti pericolosi. Perché stavolta non è scattato nonostante il criminale alla guida dell’auto avesse comunque subito la chiusura dei profili?”.

Infine, Renzi ha aspramente criticato le letture e le soluzioni contrapposte emerse nel dibattito tra le forze della maggioranza di governo, giudicandole parziali o puramente propagandistiche rispetto alla complessità della gestione dell'ordine pubblico e della salute mentale: “Non si risolve la vicenda dicendo: ti levo la cittadinanza. E non si risolve dicendo: è solo un problema psicologico. Voglio andare fino in fondo su questa storia perché i cittadini meritano di sentirsi dire la verità e di essere messi in sicurezza”.

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