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Rubio tratta sulla Groenlandia, Kiev e Berlino avviano produzione di droni.
Rubio tratta sulla Groenlandia, Kiev e Berlino avviano produzione di droni.
In una Monaco blindata da cinquemila agenti e cecchini, la 62ª Conferenza sulla Sicurezza (MSC) si è aperta con il crudo realismo di Friedrich Merz. Il Cancelliere tedesco, inaugurando i lavori, ha pronunciato quello che molti osservatori definiscono l'epitaffio di un'epoca: "L'ordine di sicurezza mondiale del dopoguerra non esiste più".
Sotto il motto simbolico "Under Destruction", il forum bavarese diventa quest'anno il laboratorio per un "reset transatlantico" forzato dalle nuove dinamiche di potere globali. Merz ha rotto ogni indugio diplomatico ammettendo che il Vicepresidente USA, J.D. Vance, aveva ragione: tra le due sponde dell'Oceano si è aperto un solco profondo.
Il Cancelliere ha preso le distanze dal movimento MAGA, definendo la lotta culturale americana "non nostra" e riaffermando il modello europeo basato sulla dignità umana, la Costituzione, il libero scambio e gli accordi sul clima.
Con un paragone economico sferzante, Merz ha ricordato che il PIL dell'UE è dieci volte superiore a quello russo, eppure "l'Europa oggi non è dieci volte più forte della Russia". La colpa? Un potenziale tecnologico e militare non sfruttato per troppo tempo.
Il Cancelliere ha confermato colloqui strategici con Emmanuel Macron per integrare la deterrenza nucleare francese in una cornice europea e Nato, garantendo livelli di sicurezza uniformi in tutto il continente.
Mentre l'Europa riflette sulla propria autonomia, il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha impresso alla conferenza un ritmo da "nuova era geopolitica". Rubio ha confermato ufficialmente che gli Stati Uniti stanno lavorando seriamente all'acquisizione della Groenlandia: "Siamo fiduciosi", ha dichiarato, anticipando l'incontro con i vertici danesi e groenlandesi.
Il messaggio di Washington è chiaro: gli USA resteranno nella Nato, ma i termini della partnership devono evolvere, poiché nell'era delle grandi potenze "nemmeno gli Stati Uniti saranno abbastanza potenti da agire da soli".
Appena atterrato a Monaco, il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha trasformato le parole in fatti, annunciando la prima iniziativa congiunta ucraino-tedesca per la produzione di droni. L'obiettivo è una difesa integrata che permetta all'Europa di non avere più "paura di rimanere senza protezione".
Sul fronte del conflitto, il Segretario della Nato Mark Rutte ha cercato di rassicurare gli alleati parlando di perdite russe "sbalorditive" (65.000 uomini tra dicembre e gennaio) e definendo l'avanzata di Mosca lenta come una "lumaca da giardino".
Mentre il ministro ucraino Sybiha stringeva accordi per aiuti umanitari energetici con il cinese Wang Yi, la piazza di Monaco si è infiammata. Centinaia di manifestanti iraniani hanno protestato contro la presenza di Reza Pahlavi alla conferenza, etichettandola come una "macchia vergognosa" e rifiutando ogni idea di restaurazione monarchica o intervento straniero a Teheran: "Il cambiamento verrà dall'interno dell'Iran".
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