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- Roma - Mercoledì 29 Aprile 2026
Mostre. Castelnuovo di Porto, alla Rocca Colonna arriva “Waldeinsamkeit”: l’universo pittorico di Elizabeth Waltenburg
Venerdì 8 maggio alle 18 la Rocca Colonna di Castelnuovo di Porto apre le porte alla personale di Elizabeth Waltenburg, artista franco-argentina residente a Roma. Curata da Giuseppe Stagnitta e patrocinata dal Comune, la mostra propone circa 40 opere e un percorso immerso nella ricerca interiore, tra pittura gestuale, simbologia e tensione contemporanea.
L’arte contemporanea torna protagonista a Castelnuovo di Porto con un appuntamento che unisce visione curatoriale, identità dei luoghi e ricerca pittorica. Venerdì 8 maggio alle ore 18 sarà inaugurata alla Rocca Colonna la mostra personale di Elizabeth Waltenburg, intitolata “Waldeinsamkeit”, a cura di Giuseppe Stagnitta, alla presenza del sindaco Riccardo Travaglini e delle assessore Fulvia Polinari e Alessia Lupino, nell’ambito di un progetto sostenuto dal Comune.
Il titolo scelto per l’esposizione rimanda a un termine tedesco che indica la “solitudine nel bosco”, una condizione che nella poetica dell’artista diventa metafora di un attraversamento interiore. Non si tratta soltanto di una suggestione letteraria, ma di una vera chiave di lettura del percorso espositivo, che raccoglie circa 40 opere capaci di raccontare il confronto con sé stessi, il dualismo identitario e la tensione verso una forma più profonda di autoconsapevolezza.
Secondo il curatore Giuseppe Stagnitta, il lavoro di Waltenburg si muove dentro una dimensione in cui il gesto pittorico diventa strumento di cura, elaborazione e verità espressiva. Il tratto autentico, deciso e materico delle sue tele si inserisce in una linea che richiama la forza delle avanguardie e alcune grandi esperienze del Novecento, traducendo sulla superficie della tela un’urgenza emotiva che arriva diretta allo sguardo.
La mostra si inserisce anche in una più ampia strategia culturale dell’amministrazione comunale, che punta a fare della Rocca Colonna un presidio vivo della contemporaneità. Nelle parole del sindaco Travaglini emerge infatti la volontà di restituire senso ai luoghi storici, attivarne la memoria e proiettarli nel presente, trasformando la Rocca in un punto di riferimento riconoscibile per l’arte contemporanea e in uno strumento di crescita culturale, sociale ed economica per il territorio.
Elizabeth Waltenburg, nata a Buenos Aires, cresciuta a Parigi e oggi residente a Roma, porta con sé un’identità artistica stratificata e internazionale. La sua pittura è stata accostata al surrealismo, al realismo magico, al simbolismo e a un immaginario in cui figure femminili enigmatiche abitano spazi sospesi, spesso accompagnate da animali stranianti che evocano atmosfere da bestiario e una dimensione senza tempo.
Nel corso della sua carriera l’artista ha esposto in numerose città e sedi culturali tra Europa e America Latina, da Buenos Aires a Parigi, da Barcellona a Roma, fino a Genova e Milano, costruendo un percorso coerente e riconoscibile anche sul piano internazionale. Il suo curriculum comprende inoltre diversi riconoscimenti, tra cui il premio della Facultad de Bellas Artes Nueva Escuela di Buenos Aires nel 2005, l’Ecco Echo Award della Classical Roman Arts Foundation di Roma nel 2021 e altri premi ottenuti a Genova e Luján.
Ad accompagnare questa personale è la curatela di Giuseppe Stagnitta, figura attiva da anni nella progettazione artistica e nella direzione culturale, con mostre recenti come “Warhol vs Banksy – Passaggio a Napoli” nel 2026. Il suo percorso professionale, tra Roma, Sicilia e grandi eventi espositivi, rafforza il profilo di una mostra che punta non solo alla qualità delle opere, ma anche a una costruzione rigorosa del dialogo tra artista, spazio e pubblico.
La mostra sarà visitabile gratuitamente dal 9 maggio al 26 luglio negli spazi del Palazzo Ducale di Castelnuovo di Porto, in Piazza Vittorio Veneto 10, dal martedì alla domenica con orario 10:30-13:00 e 16:30-19:00, mentre resterà chiusa il lunedì e il 2 giugno. Un’occasione significativa per entrare in contatto con una pittura intensa e stratificata, capace di fare della fragilità, del mistero e della ricerca di sé una materia viva, da attraversare opera dopo opera.
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