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- Trieste - Lunedì 6 Luglio 2026
Nazismo: a Trieste i primi risarcimenti definitivi per i deportati
Sentenze passate in giudicato per gli eredi delle vittime dei lager. Somme fino a 85mila euro erogate tramite il fondo del Mef istituito nel 2022.
Sono diventate definitive le prime sentenze emesse dal Tribunale di Trieste che riconoscono il diritto al risarcimento per gli eredi di cittadini italiani deportati nei campi di concentramento nazisti.
Lo riportano i quotidiani Il Piccolo e Messaggero Veneto. Le azioni legali erano state promosse a seguito dell'istituzione, nel 2022 presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze, del fondo per il ristoro dei danni subiti dalle vittime dei crimini di guerra e contro l'umanità perpetrati dal Terzo Reich.
La maggior parte dei ricorsi riguarda ex internati militari. Tra i casi pilota figura quello di Alfonso Cavedale, originario di Udine, deceduto nel 1945 nel campo di Flossenbürg. Il Tribunale giuliano ha sancito la responsabilità della Repubblica Federale di Germania per deportazione, lavoro forzato e morte, qualificando i fatti come crimini contro l'umanità e rigettando l'immunità dello Stato tedesco.
Il giudice ha inoltre escluso la responsabilità diretta dello Stato italiano, specificando che il fondo del Mef interviene solo nella fase esecutiva del pagamento. Ai nipoti di Cavedale, che hanno promosso l'azione, spetteranno 85.887 euro più interessi, dopo che la sentenza è passata in giudicato per mancata impugnazione.
Un secondo pronunciamento, diventato parimenti irrevocabile, riguarda un cittadino triestino internato dal 1943 al 1945 nello Stammlager di Bad Orb e sopravvissuto ai lavori forzati in una fabbrica di armi, il quale ha sofferto di stress post-traumatico per il resto della vita. In questo caso, il Tribunale ha riconosciuto al figlio della vittima un risarcimento definitivo pari a 67.965 euro.
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