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- Roma - Martedì 9 Giugno 2026
Normativa stradale, svolta sugli autovelox: Salvini firma il decreto per l'omologazione e le tarature
Il vicepremier punta a tutelare gli automobilisti da scopi puramente esattoriali. Il Codacons approva la svolta ma denuncia le conseguenze dei rinvii: "Il ritardo ha creato il caos, proventi giù del 9% nelle grandi città".
Arriva l'attesa svolta normativa per definire in modo univoco le regole del gioco nel settore della sicurezza viaria e dei rilevamenti elettronici della velocità: il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha apposto la propria firma sul decreto autovelox, il testo che stabilisce i criteri formali e le procedure per l'omologazione, la verifica e la taratura (sia iniziali sia a cadenza periodica) di tutti i dispositivi, delle apparecchiature tecniche e dei sistemi impiegati per sanzionare il superamento dei limiti di velocità.
La nota diffusa direttamente da Porta Pia chiarisce l'obiettivo istituzionale del provvedimento, volto a introdurre criteri rigorosi su tutto il territorio nazionale: “In questo modo si assicura un quadro regolatorio certo e omogeneo, idoneo a superare le criticità applicative emerse nel tempo e a garantire l'affidabilità di misura degli strumenti, la tracciabilità delle operazioni tecniche e la solidità giuridico-amministrativa degli accertamenti conseguenti al loro impiego”.
Il ministero ha reso nota la “soddisfazione di Salvini per il quale l'obiettivo primario resta quello di garantire la massima sicurezza sulle strade senza però che il controllo si trasformi in pretesto per fare cassa a spese dei cittadini”.
Il testo ha incassato il giudizio parzialmente favorevole delle associazioni a tutela dei consumatori, le quali non hanno tuttavia risparmiato critiche sulla tempistica della pubblicazione.
Per il Codacons, l'adozione del testo ministeriale è senz'altro un fatto positivo, ma “arriva con enorme ritardo”. L'organizzazione ricorda come l'assenza di un quadro chiaro si protraesse da oltre due anni: dall'aprile 2024, infatti, una storica pronuncia della Corte di Cassazione aveva stabilito l'annullamento dei verbali redatti tramite l'uso di apparecchi approvati ma privi di una formale omologazione.
Da quel momento, evidenzia il Codacons, “abbiamo assistito ad un vero e proprio caos in tema di autovelox che ha aperto un enorme contenzioso tra automobilisti ed enti locali facendo venire meno un principio basilare: quello della certezza delle multe”.
I rappresentanti dei consumatori ci tengono a sottolineare che la legalità delle procedure non deve tradursi in impunità per i pirati della strada: “Ribadiamo che chi viola i limiti di velocità e mette in pericolo la vita propria e quella altrui va punito con la massima severità, ma le sanzioni devono essere legittime ed elevate attraverso strumenti che rispettino pienamente le disposizioni del Codice della strada”.
Secondo l'analisi dell'associazione, l'attesa prolungata per questo decreto ha finito per generare ripercussioni su due fronti: da un lato, sui bilanci dei municipi, con i proventi complessivi derivanti dalle sanzioni per eccesso di velocità che, nelle sole metropoli, si sono ridotti nell'ultimo anno del 9%; dall'altro, sulla tutela stessa degli utenti della strada, avendo costretto molte amministrazioni locali a disattivare temporaneamente i dispositivi per arginare il diluvio di ricorsi dinanzi ai giudici di pace.
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